
Tutto quello che dovreste sapere sulle proteste in Iran (e sui cristiani)
Le violenti proteste nella Repubblica Islamica che chiedono il rispetto dei diritti umani hanno un solo precedente: la Rivoluzione del 1979

Infuria la polemica sul murale prolife del liceo scientifico Barsanti e Matteucci di Viareggio, realizzato nel 2004 ma divulgato oggi per via di una polemica innescata da un’associazione studentesca. Che mette in luce sia le lacune dell’istruzione (giuridica, storica e scientifica) nel Belpaese sia la (perfino più preoccupante) voragine esistenziale delle generazioni recenziori.

Emmanuel Macron ha indicato di voler iscrivere il “diritto all’aborto” (sic!) nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali. Ne ha dato l’annuncio oggi, mercoledì 19 gennaio, durante un discorso davanti al Parlamento Europeo in occasione della presidenza francese dell’Unione europea.

Un bambino dorme sull'aereo che lo porta lontano dall'Afghanistan coperto dalla giacca mimetica di un militare. I bambini dormono e sono lo spettacolo più meraviglioso al mondo, anche in mezzo alla guerra.

Una riflessione di Padre Bruno Esposito su un aspetto centrale della nostra vita sociale

Dal 2007 al 2017, negli anni dell'amministrazione Obama, l'Ufficio dell'Immigrazione ha registrato più di 8 mila matrimoni che coinvolgevano minorenni, soprattutto straniere vittime di abusi. Tuttora, nonostante un impegno più marcato del governo, ci sono Stati come l'Idaho in cui è legale sposare una ragazza di 13 anni.

Sahar Khodayari, emblema della protesta col suo velo blu, era in carcere per aver assistito a una partita travestita da uomo. Dal 1979 è in vigore una legge che vieta l'ingresso allo stadio alle donne; qualche segnale positivo di cambiamento si era intravisto durante gli ultimi Mondiali.

L'organizzazione internazionale si appella al Francesco, che troverà, invece, un cordiale clima istituzionale. "La voce di Francesco sulle violazioni dei diritti umani è un potente strumento per il cambiamento"

Le religiose che si occupavano di assistenza alle migranti donne al Cas di Torrenova (Roma) scrivono una dura lettera: non possiamo restare zitte, in Italia poco rispetto per i diritti umani

Il convegno è passato quasi inosservato, anche se la relatrice principale – Julia Gillard, ex premier australiana – era di rilievo internazionale: i titoli dei giornali sono stati monopolizzati dalla vicenda di Ania Kordala, vittima di “discriminazioni di genere” (le mamme sono tutte donne) mentre in sala parlavano di diritti delle donne.

L'attivista iraniana per i diritti umani ha subito un processo controverso ed è detenuta in un carcere tra i più duri del paese; si teme per la sorte di questa avvocatessa che si batte contro la pena di morte e per il diritto delle donne a non indossare il velo.


Domani verrà consegnato il Premio Ratzinger 2018, nel contesto di un Simposio avviato ieri mattina con la lettura contestuale di due lettere – una di Francesco e una di Benedetto XVI – sul tema dei “diritti fondamentali”, che non di rado finiscono in conflitto. Ne viene fuori una lezione capace di offrire coerenti strumenti di lettura per certi fenomeni mediatici, anche sconcertanti come l'ultimo spot di Planned Parenthood.

Nel 2017 sono stati assassinati 207 attivisti in 22 Paesi del mondo

Il Cairo è la città più pericolosa al mondo per le donne: un gruppo di ragazze propone il parkour come messaggio di forza, dignità e coraggio

Lei stessa, però, ammette che essere stata battezzata non le ha tolto la “libertà” di proferire le accuse peggiori contro la fede che dice di avere (e che al contempo vuole proibire)

Con questo piglio apre le ostilità Stefano Gabbana. Non fa nessuna crociata, ma vuole dire le cose con come stanno e come sembra ormai vietato dirle.

Una giovane tedesca, affetta da sindrome di Down e da inguaribile desiderio di vita, interpella la Cancelliera con i suoi perché: perché possiamo essere abortiti? Io voglio vivere!