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I bambini afghani dormono, nei loro letti o sugli aerei cargo che li portano lontano

US AIR FORCE / AFP

Giovanna Binci - pubblicato il 20/08/21

Un bambino dorme sull'aereo che lo porta lontano dall'Afghanistan coperto dalla giacca mimetica di un militare. I bambini dormono e sono lo spettacolo più meraviglioso al mondo, anche in mezzo alla guerra.

“Le bambine dormono“, mi ha detto ieri sera mio marito. Saranno state le 21, dopo la solita maratona di favole, salti sul letto, denti da lavare, pigiami da infilare e ancora favole. 

I bambini dormono e guai a svegliarli. 

I bambini chiudono gli occhi e ti chiedi in che sogni stiano vagando. 

I bambini respirano fondo e i genitori sanno che, anche oggi, la giornata è finita. 

I bambini dormono sereni e una mamma e un papà sono felici

I bambini tirano su il lenzuolino e si sentono nel posto più sicuro del mondo, dove nessun mostro dell’armadio può arrivare. 

I bambini si sono addormentati anche a Kabul, anche davanti al filo spinato dell’aeroporto della capitale finché le raffiche di proiettili e il rumore dei decolli non li svegliano tra le lacrime. 

I bambini afghani dormono e una mamma, questa notte, gli accarezzera’ la fronte umida chiedendosi cosa troveranno là fuori quei piccoli occhi, quando si sveglieranno. Il mondo è cambiato nottetempo. Da questo incubo forse non ci si sveglia. 

Il bambino sull’aereo americano: bellezza in mezzo al dolore

I bambini crollano esausti su un aereo che li porta lontano, verso un futuro che qui non si vede più. Come questo piccolo evacuato su un cargo americano il 15 agosto insieme ad altre seicento persone. La giacca mimetica dei militari invece del suo Dudù. Dorme come le mie figlie. Che lo guarderesti estasiato per ore. Che vorresti mordere quelle guance per sapere che sapore hanno. 

I bambini dormono e sono lo spettacolo più straordinario del mondo, anche davanti alla guerra. Anzi, in barba alla guerra che vuole togliere loro il diritto alla bellezza.

Speri che almeno in quel sonno dorato siano già a milioni di chilometri dalla sofferenza, dalle urla, da chi vuole fargli del male.

Invece sono lontani da mamma e papà, da casa. Dal loro lettino.

Un futuro oltre il filo spinato

Non si riesce più nemmeno a sognarlo, il domani e allora i genitori provano a passare i loro figli oltre il filo spinato. Quello che si lascia fa più paura dell’incertezza e del distacco. 

Che anche le mamme e i papà sognano. E i loro sogni si somigliano tutti: sarà per questo che mi sembra di sentire la loro disperazione e di capire la speranza e l’amore che guida quelle mani.

«È stato orribile, le donne hanno lanciato i loro bambini oltre il filo spinato all’aeroporto chiedendo ai soldati di prenderli».

Alcuni piccoli

«sono rimasti impigliati»,

raccontano come sottotitoli le parole di un ufficiale dell’esercito afghano che accompagnano il video che sta facendo il giro del mondo (fonte La Stampa

Davanti al muro dell’aeroporto di Kabul, da dove il ponte aereo umanitario conduce pezzi di popolazione disintegrata dall’occupazione talebana, le famiglie degli afghani in fuga aspettano il proprio turno

“I bambini sono stremati dalla stanchezza, in sette si sono ammalati qui all’addiaccio. Non dormono, piangono, hanno paura”

dice papà Sakhi ad Adnkronos

Si assottigliato le scorte di acqua e di cibo insieme alle speranze di riuscire a lasciare il paese. Checkpoint di talebani lungo le strade della capitale impediscono a chiunque non sia straniero di arrivare allo scalo. 

Anche oggi, un’altra giornata difficilissima è finita in Afghanistan. Una giornata di proteste, di silenzio surreale nelle strade, di donne chiuse in casa, di paura, di spari, di incertezza. 

Nonostante tutto, anche stanotte, i bambini dormono. 

Tags:
afghanistanbambinidiritti umani
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