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Per l’ex Presidente dell’Irlanda, “il Battesimo dei bambini viola i diritti umani”

Mary McAleese
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Lei stessa, però, ammette che essere stata battezzata non le ha tolto la “libertà” di proferire le accuse peggiori contro la fede che dice di avere (e che al contempo vuole proibire)

Mary McAleese, Presidente dell’Irlanda dal 1997 al 2011, ha dichiarato di recente che non parteciperà all’Incontro Mondiale delle Famiglie con Papa Francesco, in programma dal 22 al 26 agosto a Dublino.

In un’intervista rilasciata all’Irish Times, il principale quotidiano del Paese, ha affermato che l’evento sarà solo una “manifestazione politica” volta al “rafforzamento dell’ortodossia”.

Oltre a questo, ha dichiarato che battezzando bambini piccoli la Chiesa sta creando “piccole reclute con obbligo vitalizio di obbedienza”, il che, a suo avviso, rappresenterebbe “una violazione dei diritti umani”.

“Non si possono imporre degli obblighi a persone che hanno solo due settimane di vita”, ha commentato. “Viviamo in un’epoca in cui abbiamo diritto alla libertà di coscienza, alla libertà di credo, alla libertà d’opinione, alla libertà religiosa e alla libertà di cambiare religione. La Chiesa cattolica deve ancora abbracciare questo pensiero”.

Applicando la stessa mancanza di logica ad altri contesti, potremmo ampliare questa lista di dichiarazioni infondate e affermare, con uguale leggerezza, che i genitori violano i diritti umani anche dando la carne ai loro figli senza sapere se un giorno preferiranno diventare vegani, portandoli allo stadio o a teatro senza sapere se un giorno diranno che il calcio è l’oppio dei popoli e le arti pervertono i costumi, vestendoli con certi abiti senza sapere se un giorno li riterranno un’imposizione culturale oppressiva, curandoli con medicinali dell’industria farmaceutica senza sapere se un giorno preferiranno trattamenti esclusivamente omeopatici e un lungo eccetera di possibilità analoghe.

Il fatto che i bambini vengano allevati in base alle convinzioni religiose dei genitori non impedisce che quando crescono optino per altri modi di vivere la spiritualità – o anche per nessuno di essi, se lo decidono. Non ha alcun senso proibire ai genitori di allevare i figli in base alle proprie convinzioni e al proprio discernimento, a patto, ovviamente, che questo modo di crescerli non implichi alcuna illegalità o abuso evidente. Esiste qualche prova scientifica o almeno qualche indizio serio del fatto che battezzare un figlio sia un abuso di qualsiasi specie? No.

Il 16 giugno scorso, durante un evento a Dublino, l’ex Presidente ha anche affermato di aver votato a favore dell’aborto nel referendum del 25 maggio. Circa la dichiarazione di un vescovo irlandese per cui i cattolici che hanno votato a favore dovrebbero confessarsi, ha risposto che il suo voto “non è stato un peccato”.

Nonostante le incoerenze, Mary McAleese si dice cattolica praticante. È laureata in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e nel 2012 ha pubblicato un libro intitolato Quo Vadis? Collegiality in the Code of Canon Law (Quo Vadis? La Collegialità nel Diritto Canonico).

Come sta dimostrando lei stessa con le sue parole e i suoi gesti, il Battesimo non sopprime la libertà umana di confermarlo o respingerlo: il fatto di essere stata battezzata da bambina non le ha impedito di esercitare oggi il “diritto” di proferire le accuse più sconsiderate contro la fede che dice di avere – e che allo stesso tempo desidera proibire.

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