
La visita di Papa Francesco in Sud Sudan in 8 momenti
La visita del Pontefice al Sud Sudan è stata caratterizzata da segni di unità cristiana, decisa difesa delle donne e un severo appello a smettere di rimandare la pace

Papa Francesco è arrivato in RDC martedì pomeriggio, per recarsi al capezzale di un popolo schiacciato da violenze e povertà. A Kinshasa il pontefice argentino ha ritrovato la folla dei grandi viaggi africani.

Per il suo 40º viaggio all’estero dal 2013, il Papa si reca in Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan dal 31 gennaio al 5 febbraio. In una RDC dilaniata dai conflitti, il Pontefice intende portare un messaggio di pace e ridestare le coscienze sui drammi che si svolgono nella parte orientale del Paese. Il suo viaggio è anche l’occasione di incontrare il più grande Paese cattolico d’Africa, un continente in cui i cristiani evangelici crescono con forza.

Il ministro degli esteri vaticano: non è il momento opportuno per andare a Kiev. Tra pochi giorni, invece, inizierà il viaggio in Africa

i.Media riporta la mattinata di lavori del summit delle religioni mondiali e tradizionali a Nur-Sultan.

Dall’arrivo di papa Francesco in Kazakistan, i.Media ha seguito i primi passi del pontefice a Nur-Sultan, la sbalorditiva capitale del Paese.

Dal 13 al 15 settembre il Romano Pontefice si reca in Kazakistan, è il suo 38º viaggio fuori dall’Italia. Il Papa l’ha presentato come un “viaggio tranquillo”, ma le sfide che questa trasferta implicano sono notevoli. Proviamo a illustrarle.

Lo ha detto in una intervista in cui si è rivolto anche ai giovani e ai sacerdoti della Corea del Sud

Il viaggio apostolico è a meta settembre: intanto il Vaticano ha presentato il logo e il motto che ispireranno la visita del pontefice

Lo ha annunciato l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede dopo l’incontro con il pontefice. A breve sarà diffusa la data del viaggio

Sul volo di ritorno dal Canada Francesco parla del viaggio appena concluso e del vecchio e nuovo colonialismo. Dice di non aver ancora pensato a rinunciare, ma sdrammatizza: “si può cambiare Papa”. Parla del Cammino sinodale della Germania, dello sviluppo della dottrina e dell’importanza delle donne nella trasmissione della fede

Un lungo applauso e la platea che si alza: così è stato salutato il discorso del Romano Pontefice ai pastori della Chiesa in Canada, al quinto giorno del viaggio papale nel Paese. Il 28 luglio Francesco ha incontrato qualcosa come 700 vescovi, chierici e consacrati canadesi, con i quali ha celebrato i Vespri nella cattedrale di Notre-Dame de Québec.

Mercoledì 27 giugno papa Francesco è andato a incontrare la provincia canadese più cattolica, il Quebec. Non a caso, è proprio lì che i primi missionari hanno impiantato la fede in Cristo.

Martedì 26 luglio il Papa si è recato al lago Sant’Anna, nella provincia di Alberta, nel Canada occidentale. Un luogo caro alle comunità autoctone del Canada. Vi si è raccolto davanti a quelle acque considerate sacre dai nativi del Paese.

La sera del 25 luglio Francesco ha incontrato membri della comunità parrocchiale del Sacro Cuore a Edmonton. Un momento importante.

Monsignor Ivan Jurkovič da Ottawa illustra il significato del “pellegrinaggio penitenziale” del Papa che oggi entra nel vivo con i primi appuntamenti a Edmonton e a Maskwacis. “Il Papa è consapevole delle molte ingiustizie subite dai popoli indigeni: sarà un percorso lungo ma la Chiesa vuole essere parte della soluzione”

Un viaggio da compiere con spirito penitenziale e una preghiera per i nonni anche i religiosi. Questo al centro del consueto saluto del Papa ai giornalisti che lo accompagnano e che racconteranno il suo lungo "pellegrinaggio" in Canada da oggi fino al 30 luglio data del rientro

È un pellegrinaggio, un viaggio desiderato che avrà il suo centro nell’incontro con le popolazioni indigene e con la Chiesa locale. Il cardinale segretario di Stato traccia in questo modo la direttrice della visita che sarà nel solco della riconciliazione, speranza e fraternità