
Quanto mi mancano i miei maestri che non ci sono più
Ossignore, quanto mi stavate sulle scatole. E quanto vi ho amato. E quanto pagherei per poter stare un po' con voi, oggi, adesso, in questo preciso istante.


Ossignore, quanto mi stavate sulle scatole. E quanto vi ho amato. E quanto pagherei per poter stare un po' con voi, oggi, adesso, in questo preciso istante.

Mia moglie ed io ci tenevamo per mano. Davanti a noi, i nostri figli. Un po' più avanti, Lui. Silenzioso, come sempre. Eppure eloquente.

Io vi guardo ammirato e pieno di gratitudine. Dio vi benedica tutti. Siete grandi! E tiferò sempre per voi.

Così i figli sapranno che del papà e della mamma ci si può davvero fidare, proprio perché hanno il coraggio di mettersi a nudo nei loro stessi difetti.

Stamattina c'era un vegliardo credo sulla novantina. Mi ha ascoltato in silenzio, ad occhi chiusi. Tanto che fra me e me ho pensato: "vabbé, tanto vale lo stesso anche se dorme". Invece avevo di fronte un servo del Signore...

L'amore per i figli - soprattutto quando ricambiato - è la più luminosa dimostrazione dell'amore di Dio per noi.

Io: «per cosa?», «perché credi in noi, non ci lasci mai soli, ci dai fiducia e ci fai imparare le cose che ci servono». Ho risposto con un sorriso, trattenendo a stento le lacrime

Ma i disperati li amo più di tutti, Signore. Perché senza saperlo, sono già vincenti. Tutto hai vinto Tu, per loro e per me.

Rientro nella classe virtuale sognando di ritrovarmi di fronte al sorriso dei miei alunni, alla luce viva, fatta di occhi e volti e carne e colori veri, che da dentro illumina tutto quello che c'è intorno.

Io e il mio babbo abbiamo fatto una passeggiata in una strada deserta recitando il Rosario. Sto assaporando cose che non ricordavo più e che ho sempre avuto qui, vicino a me, a portata di mano.

La mia signorina già grande è ancora troppo piccola per non avere paura. Così come hanno paura i bambini: nel modo più serio e divertente possibile.

Eppure siamo tutti piccoli, fragili e di passaggio. La priorità è pregare per chiedere una cosa sola... avere più fede.

Sei morto da quanto: trent'anni? Forse qualcosa in più. Ma va bene così, mi va bene l'averti incontrato, conosciuto e sia pure per poco, essere stato tuo amico.

L'influenza stagionale costringe un padre a letto e gli permette di contemplare le cose che valgono davvero.

Poi all'improvviso precipito nel Vangelo e queste parole sono perfettamente scandite: "[...] si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo." Da lì in poi, non ho pensato ad altro.

Stamattina all'Ospedale. Mi siedo, paziente. Mi guardo intorno, mentre aspetto mia moglie. Passano barelle con uomini soli: che bagno di realtà!

Alla sua età, in un mondo normale, dovrebbe stare nel suo giardino, al fresco, a giocare coi nipoti. E invece no, ci sono degli invincibili che devono faticare fino alla fine.

Mi ha dato invece quello che mi serviva per guarire.

E lasciami qualche segno, perché senza di Te nulla è pulito, nulla è sano, nulla è bello e niente serve veramente a qualcosa.

E ci insegna che è possibile perdonare, perdonarsi, lasciare il passato al passato. La guarigione arriva se la chiediamo con insistenza, con fiducia, con umiltà.