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A messa in una chiesa vuota ma stracolma, come sempre

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Alessandro Benigni - pubblicato il 14/11/20
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Mia moglie ed io ci tenevamo per mano. Davanti a noi, i nostri figli. Un po’ più avanti, Lui. Silenzioso, come sempre. Eppure eloquente.Messa dai Frati, ore 16. In teoria, “Messa dei bambini”. C’eravamo in otto, in tutto. Il sottoscritto, mia moglie, mio figlio Luca, mia figlia Francesca, il frate-missionario (ha suonato la chitarra, cantato, celebrato, ancora un po’ e dall’ambone scendeva per ascoltare mentre leggeva il Vangelo), più altri tre.

Ed è così che per forza di cose sono salito a leggere, insieme a mia figlia. A me è toccata la prima lettura, a lei la seconda. In un clima surreale, con l’Apocalisse che preme più che mai nelle nostre anime e il Signore che ripete “non abbiate paura” e anche “senza di e non potete far nulla” e pure “Beati…. perché … “.

Il Sacerdote – un uomo di Dio, ex missionario – schitarrava come un matto e diffondeva una Gioia non sua, né di ciascuno di noi.

In una Chiesa vuota, ma stracolma. Come sempre.

Io e mia moglie ci tenevamo per mano.

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© melvin-e-cc

 

Davanti a noi, i nostri figli.
Un po’ più avanti, Lui.
Silenzioso, come sempre.
Eppure eloquente.

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Antoine Mekary | ALETEIA

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA ALESSANDRO BENIGNI

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