Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Perché il mondo ha bisogno di Humanæ Vitæ (e anche la Chiesa)

COUPLE
4 PM Production - Shutterstock
Condividi

Tutti parlano e straparlano di sesso, ma con tanta confusione da evidenziare l'emergenza di un'endemica povertà nella vita sessuale. A 50 anni dal ’68 alcuni celebrano il giubileo del Maggio, altri si vergognano anche solo di rileggere l'enciclica di Paolo VI sulla sessualità umana. Eppure di poche cose sembra esserci altrettanto bisogno…

Abbiamo letto sul Foglio un articolo di Simonetta Sciandivasci che condiva in un’insalata italiana quello che due giorni prima Hannah Jane Parkinson aveva scritto sul Guardian: «Il sesso migliore è quello lesbico» – questo il succo dei due articoli. Ora, verrebbe anzitutto da osservare che – se per “rapporto sessuale” si intende il contatto tra organi sessuali – quello lesbico (al pari di quello gay) non è “rapporto sessuale”. Difatti nei due articoli si parla soprattutto di masturbazione, e se la Sciandivasci ha rispetto alla Parkinson il merito di impreziosire la propria pagina con la nota citazione di Woody Allen in Io ed Annie – «Non criticare la masturbazione: è sesso con qualcuno che amo» – dovremo pure lucidamente ricordare che l’effetto comico della frase viene dal fatto che la masturbazione, propriamente parlando, non è sesso.

O altrimenti, se non si vuole parlare propriamente, si finisce a sragionare in un circoletto che in uno stesso giorno parla di “sessodipendenza come disordine mentale” e mette in guardia dal “sesso d’estate” (se lo scopo è avere figli magri) [sic!]. «Finitela di parlare di politica senza avere le basi», sentenziava Peppone bacchettando le isterie dei compagni. Allo stesso modo è difficile discettare di sessualità in un contesto che non ha ben chiaro che cosa sia il sesso: inevitabilmente ci si ritrova a parlare come i Puffi, che ogni pufgiorno puffano una puffata diversa. E difatti The Guardian e Il Foglio parlano di masturbazione come se si trattasse di sesso. Uno sragionamento interessante.

La devastazione della sessualità nel “mondo”

Un punto di buongusto che la Parkinson riporta sulla Sciandivasci, perlomeno, è che non immischia “la scienza” nel discorso. Sul Foglio invece per tre volte leggiamo che “dice la scienza”, laddove per “scienza” s’intende “un sondaggio”. E il sondaggio (che non è scienza) è nella fattispecie un rilievo demoscopico del Kinsey Institute risalente all’anno scorso: vi si interpellavano 53mila americani. I nudi numeri riportati sono questi:

  • gli uomini eterosessuali raggiungono l’orgasmo il 95% delle volte che hanno rapporti sessuali;
  • le donne eterosessuali si attestano su un 65%;
  • le donne omosessuali sull’86%.

Senza chiedersi se tali dati siano omogenei (non lo sono, perché le lesbiche non fanno ciò che fanno le altre), sono andati a interpellare “l’esperta”, cioè Matty Silver, la quale ha svelato l’arcano:

È semplice: le donne lesbiche sanno dov’è il proprio clitoride e sanno cosa farci per ottenere un orgasmo. Non hanno bisogno di indicare alla loro partner lesbica cosa fare, e questo significa che la loro soddisfazione sessuale è maggiore.

Ci sono uomini che credono di poter dare alle partner un orgasmo solo avendo con loro un rapporto, ma questo accade solo col 20% delle donne. Spesso invece esse hanno bisogno di stimolazione clitoridea o di sesso orale perché ciò accada.

Peccato che la Sciandivasci non abbia riportato questo commento, che rivela molto del sottotesto dell’articolo: sorvolando sull’improprietà dell’ormai affermata espressione “sesso orale” (che non è sesso, in senso proprio), risulta evidente come non solo il metro di misura della vita sessuale sia il raggiungimento dell’orgasmo, ma come di fatto tale metro di misura e l’oggetto della misurazione siano tout court coincidenti.

Se dunque l’orgasmo coincide con la vita sessuale è ovvio non solo che le lesbiche “abbiano rapporti sessuali”, ma che pure una persona che si masturba ne abbia (essenzialmente ogni rapporto omoerotico è masturbazione – simultanea o no, ma mutua). Questo basterebbe di per sé a capire perché nei rapporti lesbici le donne raggiungano l’orgasmo più spesso che nei rapporti sessuali (ovvero quelli tra due organi genitali): l’orgasmo è il fine stesso della masturbazione, e in tal senso, anzi, una percentuale dell’86% potrebbe essere valutata anche come drammaticamente bassa.

La Parkinson si premura allora di renderci edotti sul trend della masturbazione femminile (fatto salvo il sommerso e/o il non dichiarato)

  • 1953: il 62% delle intervistate affermava di masturbarsi;
  • 1993: ad affermarlo era il 74%;
  • 2008: lo affermava il 92% (due terzi delle quali dettagliavano una frequenza masturbatoria di fino a tre volte a settimana).

La lettura degli “esperti” è che, ovviamente, sessant’anni fa c’erano inibizioni e «codici sessuali repressivi», mentre mano a mano l’umanità avanza più spedita sulla via della liberazione. Sembra che a nessuno venga in mente di chiedersi cosa sia la masturbazione e da quali domande inespresse nasca… come se la battuta di Allen dovesse davvero essere recepita per una risposta seria.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni