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Andare da un sessuologo: loro lo hanno fatto

couple sexologist
By fizkes | Shutterstock
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Andare da un sessuologo non è una cosa che si fa tutti i giorni, eppure si possono avere dei motivi d’apprensione che meritano una consultazione. Ecco un esempio che mostra come si possa consultare uno specialista, nel rispetto dei propri valori e della propria fede, per risolvere un problema legato alla sessualità.

Religione e sesso: quale rapporto?

Cattolica e consulente di coppia, Nathalie Lovenbruck ha appena scritto Aimer de tout son corps, vers l’harmonie sexuelle [Amare con tutto il proprio corpo. Verso l’armonia sessuale]. Se ha voluto pubblicare questo libro è proprio

perché le persone che incontro hanno – attraverso le loro sofferenze e il loro procedere a tentoni – delle aspirazioni profonde. Mi meraviglio della loro ricerca di relazione e ho voluto proporre per loro un libro di chiarimento cristiano per dare coerenza a ciò che possono vivere.

Per questa specialista della coppia,

la sessualità è un cammino di rispetto, di dono di sé, di conoscenza dell’altro. Che Dio si sia incarnato e abbia scelto di farsi essere di relazione dà alla sessualità umana, chiamata ad essere suo riflesso, tutto il suo senso, e vi pone la propria fonte. La sessualità non si riduce alla genitalità, ma concerne l’essere umano in tutta la sua dimensione, nell’accettazione della differenza.

È un cammino talvolta doloroso, soprattutto per alcuni cristiani strattonati fra la grandezza delle loro aspirazioni e la povertà di ciò che vivono. Eppure questo cammino è stato già tracciato, in particolare dalla teologia del corpo di san Giovanni Paolo II e dall’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris lætitia. In caso di difficoltà su questo sentiero, è sempre possibile un aiuto concreto, e spesso anzi è auspicabile: rivolgersi a uno specialista si rivelerà il miglior modo per non lasciarsi bloccare dagli ostacoli e trovare, o ritrovare, una sessualità serena. Tra questi specialisti c’è il sessuologo.

Che cosa si fa dal sessuologo?

Nell’opinione di molti, i sessuologi hanno ancora cattiva fama. Quando non si sospetta che promuovano le loro ossessioni sessuali, si teme che facciano peggiorare le cose invece di migliorarle. E poi si esita a esporre al pericolo di una consultazione le questioni che toccano quanto di più sacro e intimo c’è in una relazione d’amore. In ogni caso, si pensa che consultare un sessuologo sia cosa riservata ai soli casi “gravi”. In realtà, i sessuologi sono degli specialisti di alcuni problemi, e per risolvere quei problemi è indicato consultarli. Come tutti i medici, ce ne sono di buoni e di meno buoni. Ci sono quelli dotati di delicatezza e di senso del pudore (pudore vero, non artefatto!) – cose utili quando si cura l’intimità di una persona umana… – e altri meno. Insomma, ci sono quelli che rispettano e valorizzano tutte le dimensioni della sessualità umana e altri che non lo fanno.

In caso di un problema legato alla sessualità, bisogna osare di porsi la questione di sapere se questo problema rientra tra quanti invocano la competenza del sessuologo. Un consulente coniugale, un prete, un medico di famiglia potrà utilmente confortare la riflessione. Se la risposta è affermativa, converrà trovare il bravo sessuologo, quello che iscriverà il cammino terapeutico nel quadro dei valori cristiani e nel rispetto del carattere sacro che noi attribuiamo all’espressione della nostra sessualità. In realtà, più spesso sarà il passaparola a rivelarsi efficace per trovare la persona giusta. Nel (molto raro) caso in cui s’incappasse in un sessuologo troppo inutilmente intrusivo e/o troppo distante dai nostri valori, non bisogna esitare a mettere fine – cortesemente ma fermamente – alla consultazione. Infine, in tutti i casi in cui questo è possibile, conviene andare a fare la consultazione in due, come coppia.

Ma in pratica che cosa succede a quanti consultano un sessuologo? Abbiamo chiesto a Olivier e Marie-Noël Florant di condividere la loro esperienza di cristiani e di sessuologi. Hanno pubblicato un libro dal titolo provocante: Ne gâchez pas votre plaisir, il est sacré; pour une liturgie de l’orgasme (Edizioni de la Renaissance) [Non sciupate il vostro piacere: è sacro! Per una liturgia dell’orgasmo]. Questo titolo è valso agli autori una certa copertura mediatica, che ha permesso loro di dare al grande pubblico uno scorcio diverso da quello generalmente proposto dai media sul sesso. Questi sessuologi hanno fatto ad Aleteia delle confidenze per far meglio comprendere ciò che accade durante una seduta di consultazione dal sessuologo, e ciò che in quella seduta si mette in gioco.

Dalla pornografia alla tenerezza coniugale

Chiameremo Anne e Paul questa giovane coppia, sposata da meno di un anno. Paul ha 30 anni e lavora nel campo informatico. Anne ha 28 anni e lavora in campo sociale. Su consiglio del prete che li ha sposati, la coppia va a consulenza – perché la giovane trova che suo marito sia stato molto brutale nei loro primi rapporti. Da parte sua, non ha ancora avuto orgasmi, è piena di domande e insoddisfatta. Il marito non sa che fare e chiede aiuto.

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