
E’ morto Vincent Lambert, finito il suo calvario
Dopo l'interruzione dell'alimentazione il 42enne simbolo francese - e non solo - della battaglia contro l'eutanasia è tornato alla casa del Padre

Qualche giorno dopo l’annuncia fatto dal medico del CHU di Reims sull’arresto delle cure elementari (alimentazione e idratazione) di Vincent Lambert, la commissione di Bioetica della Conferenza dei Vescovi di Francia (CEF) ha reagito il 18 maggio 2019 (dunque prima della precipitazione e del colpo di scena del 20) pubblicando una dichiarazione intitolata “Un’ambizione: la protesta dei più fragili”.

All'indomani della “grande vittoria” venuta dalla Corte d'Appello di Parigi, il fratellastro del tetraplegico per cui era stata avviata (ed è stata interrotta) una procedura eutanasica ha parlato in una radio. Gioia piena e pura, senza rancori, senza rivalse neppure contro l'“altera pars”. E anzi, all'improvviso David Philippon tende la mano alla cognata Rachel, invitandola a ricucire i rapporti. Un'altra immensa lezione per i prolife di tutto il mondo: nessuna buona battaglia si vince contro gli altri, ma sempre anche per loro (pure per gli avversari stessi). Viceversa, nessuna battaglia in cui prevalgano orgoglio e rivalsa può essere buona.


Questa è la traduzione del comunicato diramato poco fa dalla curia arcivescovile della capitale francese: il presule, già medico, offre uno sguardo pastorale e medico sulla situazione clinica dell'uomo sedato a Reims… e su quella della nostra civiltà.

È stata proditoriamente avviata questa mattina la procedura di soppressione per fame e per sete del tetraplegico francese: i genitori sono stati informati poche ore prima a mezzo di una breve mail. Divulgato poco fa il video girato ieri pomeriggio nella stanza del CHU di Reims, in cui si vede chiaramente l'uomo piangere.


«Vengo a Roma domani per testimoniare che non molliamo»; «Vincent non è in fin di vita, e se avesse cure adeguate potrebbe fare molti progressi». Alla vigilia della Marcia per la Vita, dove la signora Lambert è invitata a parlare, l'abbiamo raggiunta e intervistata per Aleteia.

È ufficiale: la donna che col marito si batte da dieci anni perché al figlio tetraplegico – Papa Francesco pregò insieme per lui e per il piccolo Alfie Evans – siano riconosciuti gli inalienabili diritti derivanti da quello alla vita presenzierà all'evento prolife di sabato prossimo. Qui le dichiarazioni della Presidente Virginia Coda Nunziante

«Non è il dovere e l’onore di una società umana, quello di prendersi cura dei più vulnerabili tra i suoi?» Così si conclude il vibrante appello dei professionisti della sanità che richiamano la Francia tutta, impegnata negli Stati Generali della Bioetica, ad aprire gli occhi sull'ingiustizia che viene perpetrata ai danni di un uomo sano, innocente e inerme.

Un caso a metà tra Eluana Englaro e Therry Schiavo: la vita normale, l'incidente, lo stato iporelazionale. Stavolta però la volontà di vivere è estremamente manifesta. La madre ha scritto a Macron, al suo appello è seguito quello di 70 medici. Ieri un ricorso, oggi la sentenza.

Vincent ha 42 anni, è padre di una ragazza e un incidente stradale lo ha ridotto in stato di ipo-relazionalità: non comunica a parole ma il suo sguardo è vigile ed eloquente. Già nel 2013 provarono ad ammazzarlo in ospedale, e lui sopravvisse più di 30 giorni senza cibo. Ora un medico insiste per liberare il lettino, proprio mentre il Presidente francese parla di inclusione delle persone handicappate.