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Che sarà di Vincent Lambert? La moglie lo vuole morto, i genitori sono abbandonati dallo Stato, 70 medici lo difendono. Oggi la sentenza

© COURTESY OF THE FAMILY / AFP
FRANCE-TRIAL-EUTHANASIA-HEALTH-MEDICINE-RIGHTS A handout photo taken on June 3, 2015 and released by the family of Vincent Lambert shows Vincent Lambert, a quadriplegic man on artificial life support in Reims. The European Court of Human Rights is due to rule on June 5, 2015 whether to keep Lambert on life support. Lambert suffers from irreversible brain damage and is in a chronic vegetative state since a road accident in 2008. While his wife, nephew and doctors approve a 'passive' form of euthanasia and the withdrawal of artificial life support, Lambert's parents have refused to accept it and have fought several legal battles to keep their son on life support. AFP PHOTO / COURTESY OF THE FAMILY == RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / COURTESY OF THE FAMILY" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS ==
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Un caso a metà tra Eluana Englaro e Therry Schiavo: la vita normale, l'incidente, lo stato iporelazionale. Stavolta però la volontà di vivere è estremamente manifesta. La madre ha scritto a Macron, al suo appello è seguito quello di 70 medici. Ieri un ricorso, oggi la sentenza.

Due ore e trenta minuti. L’ennesima udienza per l’affaire Vincent Lambert – fissata ieri presso il tribunale amministrativo di Châlons en Champagne – si è consumata rapidamente. Le parti hanno esposto le proprie tesi, il giudice ha ascoltato ed entro la fine di questa giornata (venerdì 20 aprile 2018) molto probabilmente si esprimerà. Fine delle trasmissioni.

Triste. Fuori dall’aula di tribunale non ci sono manifestanti e neppure dentro. In un anonimo salone in tutto forse dieci o quindici persone in tutto. Non ci sono giornalisti. I media francesi non lanciano dirette web, non leggi alcun lancio di agenzia. Il silenzio. Un solo giornale, l’“Union”, un quotidiano locale, passa una stringata rassegna di tweet dell’unico giornalista che dal social network invia brevi cinguettii di cronaca dell’udienza e accende la telecamera per filmare quanto avviene: G. Amir-Tahmasseb (@AmirTahmasseb).

Triste vedere in quel perimetro sedersi da un lato Viviane e Pierre Lambert – i genitori di Vincent – vicino ai loro tre avvocati e nell’angolo opposto Rachel, la moglie di Vincent, con il suo avvocato. Evitano accuratamente di sfiorarsi e di incrociare anche per sbaglio i loro sguardi. Vincent ovviamente non c’è, ma è forse la presenza che più si respira: una presenza che provoca e che urta. Basta guardare i visi tirati di tutti i familiari del giovane 42enne ex infermiere in stato di semi-coscienza a causa dei postumi di un incidente stradale nel lontano 2008. Dieci anni di incomprensioni, di lotte e di battaglie legali per decidere se Vincent debba morire oppure vivere. Il resto è solo misera e triste cronaca di una mattina che si consuma in schermaglie, accuse, attacchi.

L’udienza inizia puntuale: ore 09:30. Per primi gli avvocati richiedenti. Gli interventi dei tre avvocati di Vivianne e Pierre Lambert durano quasi due ore. La linea è chiara. Il primo accusa l’ospedale di Reims – dove Vincent è ricoverato – di «violare il diritto fondamentale di tutela del miglior interesse delle persone adulte in situazioni protette» che non possono esprimere la propria volontà. La decisione del 09 aprile 2018 presa dalla quinta riunione collegiale dell’ospedale di Reims di sospendere i trattamenti a Vincent non è stata presa nel suo vero interesse. Per sostenere questa tesi, l’avvocato mette anzitutto in discussione la neutralità di Rachel Lambert, sua moglie e tutore, nonché la competenza del dott. Sanchez, primario del dipartimento dell’ospedale di Reims, nel valutare sul piano medico la condizione di Vincent. Rachel è l’unica persona autorizzata legalmente ad esprimere e proporre soluzioni per Vincent.

Da sempre si è schierata a favore della sospensione a Vincent dell’alimentazione e dell’idratazione, non può essere imparziale, non può quindi essere in grado di prendere la decisione giusta per il bene di suo marito.

Il secondo avvocato prosegue lungo la linea tracciata dal proprio collega. Deve dimostrare che il primario dell’ospedale di Reims non è nelle condizioni di esprimere un giudizio clinico adeguato. «Ci sono 24 specialisti del settore pronti a prendersi cura di Vincent Lambert», attacca. E aggiunge

Questa è la prima volta che un ospedale sta cercando in tutti i modi di provocare la morte di un proprio paziente e si rifiuta di accettare elementi medici e valutazioni portati da altri esperti.

I video prodotti e consegnati al giudice durante l’udienza provano che Vincent può deglutire,

ma l’ospedale e il dott. Sanchez si rifiutano di prenderli in considerazione. […] Tutti gli specialisti – aggiunge – constatano che Vincent ha fatto enormi progressi in questi anni [e che] non si trova in una condizione di stato vegetativo, ma di coscienza minimale. […] Le menzogne e la scandalosa manipolazione della realtà da parte del Dr. Sanchez – conclude l’esposizione – hanno impedito di vedere il fatto che Vincent non è un corpo che soffre, ma un uomo sereno.

Per questi motivi, Vincent Lambert non è tutelato nei suoi diritti e libertà fondamentali.

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