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Sconvolti da quattro aborti spontanei. Poi il pellegrinaggio e l’arrivo della “bambina-miracolo”

Jeanne et Jean Bodet - Bébé Cotignac
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Lauriane Vofo Kana - pubblicato il 17/08/21
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Jeanne e Jean Bodet hanno visto nascere, il 19 marzo 2021, la loro piccola Suzanne Joséphine. Il secondo nome è una strizzata d’occhio al padre putativo di Gesù, al quale si erano affidati nove mesi prima nel santuario di Cotignac, nel Var. Sono quattro i bambini che avevano perso senza riuscire a tenerli in braccio, prima dell’arrivo della piccola. Un itinerario in cui dolore e gratitudine si mescolano.

In questa mattina d’estate, Suzanne Josephine si fa sentire. Pianti, certamente, ma ai genitori Jeanne e Jean Bodet non sembra ancora vero – da quanto è bello – di poter sentire la sua voce. La nascita della loro figlia, il 19 marzo 2021, giorno di san Giuseppe, è «una grazia» (lo dicono all’unisono!), non una coincidenza. È di ritorno da un pellegrinaggio a Cotignac (nella regione francese del Var) che i due sposi hanno appreso della quinta gravidanza di Jeanne. 

Con degli amici che abitano non lontano da un luogo di apparizione di san Giuseppe e un padrino impiegato in un santuario dedicato al santo, si potrebbe credere che la discreta figura del Carpentiere fosse loro familiare… Niente affatto: 

Così riconoscono i due. Una figura biblica nota, certo, ma senza particolari e privilegiati vincoli con i due innamorati. 

La coppia si era formata durante gli anni dell’università: «Avevamo degli amici in comune ed è così che ci siamo incontrati». Fidanzati a 23 anni, si sposarono nel 2017 all’età di 25 anni: 

Un mese dopo il matrimonio, Jeanne era incinta. «Eravamo sorpresi e felicissimi al contempo». Sussisteva una punta di angoscia: «Jeanne aveva appena terminato i suoi studî e ancora non lavorava…». Superata la soglia del primo trimestre, la coppia diede la bella notizia ai parenti. Poi, un giorno, racconta Jeanne: «Abbiamo perso il bambino, a casa. Ho avuto un aborto spontaneo». Sul momento nessuno sembrava allarmarsi – medici, famiglie, ginecologa… –: «È stato difficile, ma riuscivamo a esprimerci, a parlarne, e tanto». 

La coppia non si richiuse su sé stessa, malgrado il dolore. 

In coppia i due si erano resi disponibili l’uno all’altra per elaborare il lutto: lui, ex chierichetto, lei una giovinezza fra gli scout, si appoggiarono anche alle spalle di parenti e amici per vivere la «[loro] prima prova». 

Una via crucis 

Sette mesi dopo l’aborto spontaneo, Jeanne rimase nuovamente incinta. La coppia si fece seguire ancora più che la prima volta, per assicurarsi che tutto andasse bene: «Durante gli esami avevamo trovato piccole anomalie tiroidee, in particolare, ma nulla che minacciasse la gravidanza». Un mese dopo, persero anche questo bambino: «È stato molto difficile, e più passava il tempo più si mescolavano collera, incomprensione e gelosia». 

Diventava sempre più difficile rallegrarsi per gli altri. Jean ricorda l’amarezza: 

Giunsero anche le domande che spaccano il cuore: «Perché noi? Abbiamo fatto tutto, dal punto di vista personale, affettivo, medico… E niente, non va!». 

Jeanne e Jean accolsero di nuovo la vita, ma neppure questa gravidanza giunse a termine: 

Alla fatica fisica si aggiunse una fatica emotiva, psicologica: 

Ogni annuncio di gravidanza, attorno a loro, pioveva loro addosso come una pugnalata: 

Malgrado tutto, la coppia voleva continuare a vivere: 

Nel maggio 2020 Jeanne restò nuovamente incinta, ma questo tipo di notizie era diventato ormai una fonte di angoscia. Nuovo aborto. Jeanne racconta: 

Un pellegrinaggio per aprirsi alla grazia 

La coppia si circondò di amici, e uno di loro – che doveva andare a Cotignac – li invitò: 

Più facile a dirsi che a farsi: la macchina di Jean ebbe un problema, poi Jeanne ebbe difficoltà a prendersi giorni di permesso sul lavoro; era come se «gli elementi si scatenassero». Alla fine però il gruppo di amici si mise su strada: 

saint joseph de cotignac

Per due giorni camminarono tra la Sainte-Baume, il santuario Notre-Dame de Grâces e Saint Joseph du Bessillon: 

Quei pochi giorni di pellegrinaggio avrebbero lasciato un forte segno sulla coppia: «Durante il cammino – racconta Jean – ero in lacrime, ho deposto tutto il mio fardello. 

A toccare Jeanne fu invece dapprima il contesto: 

Camminare con san Giuseppe 

A casa tornarono rinnovati: 

Aggiunsero a questo piccolo rituale una preghiera per domandare a san Giuseppe la grazia di avere un bambino. 

Poche settimane più tardi, la coppia apprese che Jeanne era incinta. Si sentiva bene, ma c’era una domanda che li opprimeva: «Quanto durerà stavolta?». Durante un pranzo in famiglia, il fratello di Jeanne disse a Jean che la moglie stava sanguinando abbondantemente: 

In ospedale invece dissero loro che era “solo” un distacco di placenta: la mamma doveva limitare i suoi movimenti e bandire ogni spostamento. 

L’estate volse al termine e la coppia tornò nei dintorni di Parigi. Continuarono a pregare san Giuseppe: 

Tenendo conto dei precedenti, la gravidanza fu seguita come “a rischio”: 

Jeanne venne ospedalizzata al quinto mese per rischio di parto prematuro, e a dispetto della distanza la coppia rimase in comunione di preghiera. Dicembre, Natale, fine anno: «Non eravamo noi a governare la cosa – si ricordano –: sapevamo che questo bambino era veramente un dono di Dio». 

Jeanne fu trasferita in un altro reparto maternità, perse peso ma i giorni passarono e ogni mese che terminava era una vittoria. Le fu permesso di tornare a casa. Il 13 marzo, data del termine, arrivò, e dalla piccola non giunse segno alcuno. Il 18 fu indotto il parto. Una prima peridurale non funzionò: la madre era sopraffatta dalla nausea, poi giunsero altre complicazioni ma la bambina giunse naso a naso con lei: «Ho alzato la testa verso l’orologio, ed era il 19 marzo 2021», si ricorda la giovane madre. Suzanne Joséphine era nata. 

Era il momento delle telefonate per condividere la bella notizia: 

I giovani genitori tornarono a casa pieni di gratitudine. Decisero di andare a deporre un ex voto nel santuario in cui avevano chiesto la grazia di accogliere un bambino: 

Hanno visto l’apertura dell’anno di san Giuseppe come un ennesimo occhiolino del padre di Gesù, verso il quale desiderano diffondere la devozione: 

Malgrado tutto, completa Jeanne, 

Dio ha risposto alla loro preghiera così come desideravano, e ora loro vogliono renderne testimonianza: 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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