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Anno di San Giuseppe: come ottenere l’indulgenza tutti i giorni

saint joseph

© Zvonimir Atletic - shutterstock

Kathleen Hattrup - pubblicato il 03/02/21

La possibilità di ottenere l'indulgenza è un altro motivo per rendere la preghiera mattutina un'abitudine

Negli anni di celebrazione speciale (come l’Anno di San Giuseppe) o in periodi di necessità particolari (come la pandemia), il Vaticano in genere estende i modi con i quali i fedeli possono ottenere un’indulgenza.

È importante riconoscere che il proposito delle indulgenze è più di rimuovere la punizione temporale dovuta al peccato. Servono anche per aiutarci a diventare più santi.

“Potrà conseguire l’Indulgenza plenaria chiunque affiderà quotidianamente la propria attività alla protezione di San Giuseppe”, afferma il Decreto vaticano che annuncia speciali indulgenze per l’Anno di San Giuseppe.

La Chiesa ci invita a realizzare una preghiera mattutina di offerta, affidando le nostre attività a San Giuseppe.

Questa pratica spirituale di iniziare la giornata offrendola a Dio (a volte per intercessione di un santo, come in questo caso) è una delle più efficaci per la crescita nella santità. Moltissimi santi l’hanno sostenuta, perché è un modo per affidare tutta la nostra giornata a Dio, permettendoci di “pregare incessantemente”, come ci ha esortato a fare San Paolo, anche se non possiamo pregare attivamente in ogni momento.

In compagnia di San Giuseppe

Il decreto sull’indulgenza ci offre un motivo ulteriore per fare della preghiera mattutina un’abitudine, questa volta con l’aiuto di San Giuseppe.

Una preghiera mattutina in compagnia di questo santo promette una fecondità spirituale particolare. Alla fine, probabilmente nessuno (oltre a Maria) ha trascorso tante ore o tanti giorni in compagnia di Gesù.

Di fatto, San Giuseppe ha una visione unica di quello che significa svolgere attività quotidiane con il contributo e l’ispirazione di Dio. Affidando la nostra attività quotidiana alla sua protezione, è come se stessimo inserendo la nostra giornata di lavoro là nella falegnameria, con Giuseppe e Gesù. Non potrebbe esserci modo migliore di svolgere le nostre attività giornaliere!

Anche se le condizioni generali per ottenere l’indulgenza continuano a valere, durante la pandemia può essere impossibile ricevere l’Eucaristia o confessarsi. Per le indulgenze concesse per la pandemia, il Vaticano ha detto che basta avere la volontà di rispettare le “consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre)” il prima possibile.

Un’altra grande possibilità quotidiana

Il decreto del Vaticano sulle indulgenze per l’Anno di San Giuseppe ha incluso un’altra opportunità quotidiana che ci aiuterà a metterci in compagnia di Giuseppe e di suo Figlio. È anche un’opportunità di indulgenza che può sorgere tutti i giorni: “Coloro i quali, sull’esempio di San Giuseppe, compiranno un’opera di misericordia corporale o spirituale, potranno ugualmente conseguire il dono dell’Indulgenza plenaria”.

Vediamo nuovamente come la Chiesa desideri che otteniamo indulgenze non solo per rimettere il castigo per i peccati del passato, ma anche per aiutarci a crescere in santità a partire da oggi. Dobbiamo vivere le opere di misericordia corporali e spirituali, perché è questo che significa condurre una vita cristiana, vivere in santità. L’indulgenza ci offre una motivazione extra per sforzarci di più a vivere in questo modo.

Indulgenze?

Tutto questo può portare alcuni a chiedersi: “La Chiesa crede ancora nelle indulgenze?”

Di fatto, la Chiesa “crede ancora”, e ne rifiuta l’uso indebito. L’indulgenza è parziale o plenaria, nella misura in cui rimuove parte o tutta la punizione temporale dovuta al peccato. I fedeli possono ottenere indulgenze per sé o applicarle ai defunti.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma:

“Il ricorso alla comunione dei santi permette al peccatore contrito di essere in più breve tempo e più efficacemente purificato dalle pene del peccato. Questi beni spirituali della comunione dei santi sono anche chiamati il tesoro della Chiesa, che non si deve considerare come la somma di beni materiali, accumulati nel corso dei secoli, ma come l’infinito ed inesauribile valore che le espiazioni e i meriti di Cristo hanno presso il Padre, offerti perché tutta l’umanità sia liberata dal peccato e pervenga alla comunione con il Padre; è lo stesso Cristo Redentore, in cui sono e vivono le soddisfazioni ed i meriti della sua redenzione. Appartiene inoltre a questo tesoro il valore veramente immenso, incommensurabile e sempre nuovo che presso Dio hanno le preghiere e le buone opere della beata Vergine Maria e di tutti i santi, i quali, seguendo le orme di Cristo Signore per grazia sua, hanno santificato la loro vita e condotto a compimento la missione affidata loro dal Padre; in tal modo, realizzando la loro salvezza, hanno anche cooperato alla salvezza dei propri fratelli nell’unità del corpo mistico”.

Indulgenze e tesoro

Un’indulgenza, allora, si ottiene per mezzo della Chiesa, che “dischiude [al cristiano] il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati”.

La riga successiva è fondamentale, e torna al punto che abbiamo menzionato all’inizio di questo articolo: la Chiesa “non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità”.

L’atto di fare ciò che è necessario per ottenere l’indulgenza viene quindi aggiunto a questo tesoro infinito della Chiesa.

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