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Dio mi perdona quando confesso sempre lo stesso peccato?

CONFESSION
Sebastien Desarmaux | GoDong
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di Daniel Prieto

Cristo ci dona la Confessione perché sa che per dispiegare il nostro Battesimo non ci basta il fatto di passare dalla porta del perdono una volta sola, attraverso questo sacramento che ci libera dalla rottura originaria con Dio. La nostra esperienza quotidiana, di fatto, ci conferma che la vita cristiana è una lotta spirituale costante che richiede tanti perdoni ratificati per sanare le inevitabili rotture che continuano a emergere, malgrado tutta la forza della grazia e la nostra buona volontà, a causa del grande e terribile mistero del male (2 Tessalonicesi 2, 3-8).

Per questo è necessario rinnovare, coltivare e consolidare questo perdono nel corso della nostra vita per rendere efficace la riconciliazione che Dio ci offre in Cristo fin dall’inizio. In altri termini, l’uomo interiore non è solo continuamente chiamato ad essere salvato, ma anche a convertirsi, a purificarsi e a guarire le sue ferite cooperando con la grazia per consolidare quella salvezza in un vero modo di procedere e di vivere. Quando questo accade, la misericordia si dilata attraverso di noi, permettendoci di vivere una vita di comunione solida, che possiamo anche definire una vita cristiana coerente, ovvero in cui l’uomo interiore si rinnova giorno per giorno (2 Corinzi 4, 16) cercando un’autentica trasformazione spirituale.

Questo può portarci attraverso un processo di riconciliazione ad accettare, a volte guarire e anche a trascendere le abitudini negative e peccaminose che tante volte nascono dalle profonde ferite e rotture personali, e non solo, per partecipare maggiormente alla vita divina. Grazie all’Amore di Dio, allora, veniamo trasformati in una creatura nuova in Cristo (cfr. 2 Corinzi 5,17), veri eredi e figli di Dio, mediante lo Spirito di adozione (cfr. Romani 8, 14-16). Come ci insegnava Papa Giovanni Paolo II,

“È bene ribadire ciò che abbiamo detto nelle ultime catechesi considerando la missione salvifica di Cristo come liberazione, e Gesù come liberatore. Si tratta della liberazione dal peccato come male fondamentale, che “imprigiona” l’uomo dal di dentro, sottoponendolo alla schiavitù di colui che da Cristo viene chiamato il “padre della menzogna” (Gv 8, 44). Si tratta, nello stesso tempo, della liberazione verso la verità, che ci dà la partecipazione alla “libertà dei figli di Dio” (cf. Rm 8, 21). Gesù dice: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero” (Gv 8, 36). La “libertà dei figli di Dio” proviene dal dono di Cristo, che porta all’uomo la partecipazione alla figliolanza divina, cioè la partecipazione alla vita di Dio. Dunque l’uomo liberato da Cristo, non solo riceve la remissione dei peccati, ma viene elevato a “una nuova vita”. Cristo, come autore della liberazione dell’uomo, è il creatore della “nuova umanità”. In lui diventiamo “una creatura nuova” (cf. 2 Cor 5, 17)” (Udienza Generale del 10 agosto 1988).

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