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Nike celebra con Serena Williams la pazzia coraggiosa delle donne (VIDEO)

NIKE, SERENA, WILLIAMS

LADBible | Facebook

Annalisa Teggi - pubblicato il 26/02/19

Però mi pare che questo sentiero non battuto di donne coraggiose e folli che la Nike applaude sia tra i più prevedibili del copione: un tocco di femminismo, un tocco di tolleranza religiosa, un tocco di competizione col maschile, e soprattutto una onnipresente associazione tra essere diversi ed eccellere.


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Distinguersi, chissà perché deve sempre aver a che fare con il criterio di essere migliori.

Un tocco di follia in più

Crazy è senz’altro un aggettivo che si addice alla donna, a quel vaso di Pandora che è la sua emotività e determinazione … anche la sua zampata ferina. Quanto a me, non ritengo un insulto neppure l’essere giudicata isterica e svitata. So bene che mi appartengono come giuste etichette in certi momenti di vita neanche troppo esclusivi.

In italiano il termine più vicino all’inglese crazy è probabilmente “folle”, avendo tutti noi subito il fascino del motto di Steve Jobs stay hungry, stay foolish. Alcuni di stampo vecchio stile come me, oserebbero tirar fuori l’impolverato folle volo dell’Ulisse dantesco. Insomma la follia contiene sia il seme di una malattia mentale sia di un’intuizione geniale. L’essere portatori sani di follia può dunque svelarsi un complimento lusinghiero; va benissimo per tutte quelle imprese che richiedono un coraggio fuori dalla norma.


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Ci sono imprese che non solo impensabili perché richiedono una forza estrema per essere intraprese, ma perché vengono schifate, snobbate derise dai più. La Nike si occupa di sport e parla del coraggio delle donne; noi vorremmo alzare un po’ l’asticella suggerendo un genere molto forte di audacia …. ed effettivamente per parlare di un certo tipo di follia femminile occorre abbassare del tutto l’asticella, per essere davvero coraggiose. E occorre scrollarsi di dosso pure tutto il velo dorato della follia. Molte sante donne sono proprio matte, e benedette.


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Siamo tutti ben predisposti a capire il positivo della follia di una donna che sfida il pensiero maschilista; tutti riconosciamo il frutto di una follia che conquista premi e medaglie d’oro. Che ne pensiamo dell’audacia che per essere tale si fa invisibile?




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Prima di salire sugli altari Santa Teresa di Calcutta era una matta che stava tra gli intoccabili. Nessun applauso, nessun premio in palio, moltissime vite semplicemente accudite prima di morire. Ecco l’audacia che abbassa l’asticella per ottenere il centuplo. Tante donne più comuni di lei seguono quotidianamente questo sentiero davvero poco battuto; anche donne che, nascoste per anni, col tempo hanno emanato una luce così forte da essere oggi un grande faro. Può, ad esempio, la Nike sfornare un paio di scarpe personalizzate per Paola Bonzi? (… anche solo utilitaristicamente gli ha fornito migliaia di paia di piedi in più).

Dunque la nota dolente di questo capolavoro di spot è che per l’ennesima volta viene proposto alle donne un modello di coraggio che è fratello gemello dell’eccellenza.




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Ma sappiamo che ci sono sportive, mamme, fidanzate, suore, studentesse, figlie che hanno sete di un altro messaggio per stare a schiena dritta di fronte alle loro giornate molto comuni, eppure uniche: hanno bisogno di conforto per rimanere salde e invisibili lì dove sono; bisogno della conferma che stare dietro e stare in fondo significa piantare le fondamenta; bisogno che si ricordi loro che per essere veramente audaci occorre liberarsi dell’abbaglio del primo posto. Sì, siete delle matte. Ma avete ogni rotella al posto giusto.

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Tags:
coraggiodonnesport
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