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Sono costretta in una situazione di peccato mortale, il prete può assolvermi ugualmente?

DONNA VIOLENZA SESSO
Shutterstock/Doidam 10
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Il caso limite della donna con figli costretta dal proprio compagno a rapporti sessuali. Vi spieghiamo perché

Eppure questa doppia dipendenza, fa sì che non si neghi quando lui pretende rapporti sessuali.  

Una donna del genere, evidentemente non è in grado di mantenere il proposito di non avere altri rapporti sessuali. Essa deve riconoscere lo stato di peccato in cui vive, chiedere perdono al Signore nella misura della sua colpa, ma non può promettere l’osservanza perché non ha la disponibilità sopra se stessa. Poiché è succube e priva di alternative. 

IL PROPOSITO RESTA

Viene a mancare allora il proposito di non commettere quel peccato? No, il proposito assume la forma del lavorare per uscire da quella situazione di peccato (per esempio, cercando una terapia che allenti la dipendenza psicologica o un lavoro che allenti la dipendenza economica…).

LA LETTERA DI WOJTYLA

San Giovanni Paolo II si è posto nella sua Lettera al cardinale Baum un problema non identico ma certamente analogo. Che fare nel caso in cui un penitente sia sinceramente disposto a riconoscere il proprio peccato e anche a promettere di non commetterlo più, ma avverta onestamente che non sarà in grado di mantenere il proposito formulato? In realtà il penitente vorrebbe promettere, ma non può perché non è (o non è pienamente) padrone di se stesso.

AMORIS LAETITIA

Può dire le parole della promessa ma non assumere l’impegno che le parole significano. San Giovanni Paolo II invita a non rifiutare l’assoluzione. Il caso considerato (implicitamente) da Amoris Laetitia è sostanzialmente simile: il penitente vorrebbe promettere ma non lo fa perché sa che non sarebbe in grado di mantenere fede alla parola data.

ATTENUANTI AL PECCATO MORTALE

San Giovanni Paolo II e Papa Francesco valorizzano ambedue il desiderio di promettere ovvero anche una promessa il cui adempimento, però, non può essere immediato. Il medesimo peccato, ripetuto nella medesima situazione e con le medesime attenuanti soggettive non andrà probabilmente considerato peccato mortale.

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