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Nel matrimonio qualsiasi pratica sessuale è lecita?

Sexo sensualidad – it

© Gabriel S. Delgado C. / Flickr / CC

Sexo

Padre Henry Vargas Holguín - Aleteia - pubblicato il 07/01/15

La morale sessuale cattolica non reprime il sesso, lo domina

Dio ha dato all’essere umano la vocazione essenziale ad essere un essere relazionale. Quando Dio ha detto che non era un bene che l’uomo fosse solo (Gen 2,18), ha affermato che l’essere umano, isolato nella sua individualità, non può realizzarsi completamente.

Egli si realizza solo nella misura in cui esiste “per qualcuno”. E per questo Dio ha dato all’essere umano il dono della sessualità. A quale scopo?

La sessualità è un dono di Dio grazie al quale una coppia di persone sposate non solo sperimenta la finalità unitiva o il bene degli sposi (con la gioia, il piacere e la grandezza dell’intima comunione che comporta), ma implica anche la finalità procreatrice (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2363).

La finalità procreatrice del matrimonio richiede che la sessualità sia sempre aperta alla vita, ma in modo responsabile (ciò implica i metodi di pianificazione naturale).

Questo, però, ha senso in un contesto di fedeltà, ordine, continenza, disciplina.

La finalità procreatrice della sessualità esclude quindi, senza scendere in dettagli, qualsiasi altro uso illecito o immorale della stessa, ovvero l’uso lecito della sessualità esclude altre pratiche sessuali che non hanno nulla a che vedere con la trasmissione della vita.

La sessualità è una parte intrinseca alla vocazione al matrimonio, che bisogna realizzare con un amore che deve trascendere.

La vocazione matrimoniale, esercitando una sessualità sana, corretta e normale, è una via retta verso la santità degli sposi.

In questo contesto ricordiamo il rispetto per il corpo, perché questo deve essere tempio dello Spirito Santo, come dice San Paolo.

Ogni coppia deve chiedersi se con i suoi atti sessuali si va in questa direzione o al contrario i suoi atti sessuali rasentano la volgarità, l’indecenza o la disonestà come conseguenza di una falsa concezione dell’amore o della libertà.

Ogni coppia avrà la propria risposta ascoltando la voce della coscienza, se ovviamente quest’ultima è ben formata.

Se la coppia di sposi si relaziona sessualmente in modo indebito e disonesto, dovrebbe confessarsi senza fornire molti dettagli.

Le azioni umane devono avere sicuramente come base la libertà, ma l’essere umano di oggi ha fatto della libertà, che è solo uno strumento, un fine di se stessa, e in questo modo sta sperimentando ciò che già si sa: che non è la libertà che libera, ma la verità.

C’è chi in nome di un’idea sbagliata dell’amore e della libertà o per la deformazione del giudizio della coscienza vuole eliminare le norme etiche o morali che regolano la sessualità per soddisfarsi sessualmente o per lasciar andare gli istinti a briglia sciolta.

Per questo tipo di persone servirebbe molto un’immagine, perché un’immagine vale più di mille parole. Immaginiamo un barile di vino senza i rispettivi anelli di ferro; cosa succederebbe?

Noteremmo che il barile perde il vino da tutte le aperture. Potremmo intitolare l’immagine con la frase: “Quello che si perde per la libertà”.

La sessualità, quindi, sarà esercitata lecitamente nel contesto del matrimonio ma con rispetto, dignità, maturità umana, decenza, norme.

La sessualità è una cosa molto seria; non va banalizzata e non ci si deve giocare, né è un’occasione per strumentalizzare l’altra persona o sarà mai un passatempo.

La sessualità procura un piacere, ma questo piacere non deve essere conseguito a qualsiasi prezzo.

Il piacere che Dio offre come incentivo al compimento onesto e corretto del fondamentale dovere coniugale è lecito e buono ed è santificato da Gesù Cristo, che ha dato dignità al matrimonio elevandolo a sacramento, ovvero il piacere è buono quando lo sperimentiamo all’interno del fine per il quale Dio ha voluto l’essere umano sessuato, ma è negativo, disonesto, immorale quando per cercarlo ci allontaniamo dalla volontà di Dio.

Se non c’è peccato, gli sposi non devono considerare gli atti della loro vita matrimoniale come un ostacolo a ricevere la Santa Comunione.

Ricordiamo che il godere in modo disordinato del piacere sessuale si chiama lussuria e questa è un peccato capitale, e se è capitale è un peccato che ne genera altri, più o meno gravi.

Al giorno d’oggi i mezzi di comunicazione presentano spesso certi comportamenti sessuali come normali nel senso di non patologici, ma questo non vuol dire che siano morali o conformi ai principi della Chiesa.

Ridurre l’amore a sensazioni di piacere è degradarlo, perché l’amore ha un aspetto spirituale che è superiore a tutte le tecniche di manipolazione degli organi.

La genitalità è uno degli aspetti della sessualità della coppia, ma non è né il più importante né il più urgente, né quello di maggior peso o il più prioritario.

L’amore è molto di più. Lo dimostrano i nonni, che senza esercitare la sessualità continuano ad amarsi; anzi, è un amore sempre più puro, sublimato, più reale o autentico.

Purtroppo oggi ci sono coloro che, anche tra i figli di Dio, ritengono matura, progressista e civile la persona che per esercitare la sessualità spezza le norme morali come più le aggrada.

Io credo che sia molto più civile e matura la persona che ha dominio di sé e sa comportarsi in un contesto di rettitudine morale.

Se si esercita la sessualità, si deve fare lontano da ogni mentalità erotizzata, mentalità che fa supporre che l’esercizio del sesso sia la più grande fonte di felicità al mondo e poi si vede che non è così, perché le sensazioni carnali sono effimere, povere, superficiali e danno meno della felicità spirituale.

I sessuologi dicono inoltre che l’attività sessuale non è l’aspetto più importante della vita di una coppia.

Ci sono sessuologi che attribuiscono tutto il successo della coppia al fatto che il sesso “funzioni” bene; purtroppo hanno una visione unidimensionale della coppia, riducendo tutto l’amore alla meccanica della genitalità.

L’essere umano è molto più di un animale avido di sensazioni. L’essere umano può amare, può comunicare ideali e idee, può sentire un’armonia spirituale, e tutto questo lo porta a una pienezza gratificante. La felicità umana è molto più di un semplice piacere dei sensi.

Il sesso è diventato un bene di consumo anche all’interno del matrimonio, e molte volte si vive il sesso senza amore. Il risultato? Un disgusto che sfocia in un vuoto interiore.

La società e i membri della Chiesa devono compiere uno sforzo per restituire alla sessualità il posto che merita per il valore che ha, ma sembra un compito impossibile, perché la gente va a caccia di esperienze diverse, di sensazioni nuove e più grandi che vanno al di là della razionalità.

Senza voler offendere nessuno, gli animali irrazionali, nell’uso degli organi sessuali, danno l’esempio all’essere umano.

Si arriva facilmente alle aberrazioni peggiori, ad abusi e perversioni sessuali. Questa società erotizzata sta trasformando molti in autentici maniaci sessuali, affamati di ogni tipo di anormalità. A volte si arriva anche, all’interno del matrimonio, a cercare il piacere con aggressività.

La società di oggi sembra inculcare e promuovere dei motti: “Viva la liberazione dai tabù; via gli scrupoli antiquati”. Con questi motti andiamo verso un pansessualismo degradante.

Si sta verificando su scala mondiale una sconcertante esaltazione del sesso, del nudismo, dell’oscenità che invade tutto, dando origine a una triste rottura della morale pubblica e privata.

La morale sessuale cattolica non reprime il sesso, lo domina, il che non è lo stesso. Reprimere ha un senso peggiorativo, dominare no. Il sesso va dominato.

Nella vita non possiamo fare tutto ciò che ci va; l’appetito non è la norma di condotta suprema. Si fa quello che bisogna fare attraverso il sano, corretto e logico uso degli organi sessuali, e quando bisogna farlo.

L’istinto sessuale vuole molte cose che non possiamo né dobbiamo fare. L’appetito va subordinato a un ordine superiore.

Non si tratta nemmeno, però, di mettere all’appetito sessuale una camicia di forza, ma di incanalare questo appetito perché compia la finalità voluta da Dio. Le cose incanalate sono utili, se debordano sono catastrofiche.

L’istinto sessuale che deborda in pratiche sessuali strane schiavizza l’essere umano, lo rende un animale e lo porta alle perversioni sessuali più mostruose e degradanti.

La morale sessuale cattolica cerca anche di liberare la donna dalla strumentalizzazione dell’uomo e le dà dignità, esigendo per lei lo stesso rispetto.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
educazione sessualematrimonio
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