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Nel matrimonio qualsiasi pratica sessuale è lecita?

© Gabriel S. Delgado C. / Flickr / CC
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La morale sessuale cattolica non reprime il sesso, lo domina

Dio ha dato all'essere umano la vocazione essenziale ad essere un essere relazionale. Quando Dio ha detto che non era un bene che l'uomo fosse solo (Gen 2,18), ha affermato che l'essere umano, isolato nella sua individualità, non può realizzarsi completamente.

Egli si realizza solo nella misura in cui esiste “per qualcuno”. E per questo Dio ha dato all'essere umano il dono della sessualità. A quale scopo?

La sessualità è un dono di Dio grazie al quale una coppia di persone sposate non solo sperimenta la finalità unitiva o il bene degli sposi (con la gioia, il piacere e la grandezza dell'intima comunione che comporta), ma implica anche la finalità procreatrice (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2363).

La finalità procreatrice del matrimonio richiede che la sessualità sia sempre aperta alla vita, ma in modo responsabile (ciò implica i metodi di pianificazione naturale).

Questo, però, ha senso in un contesto di fedeltà, ordine, continenza, disciplina.

La finalità procreatrice della sessualità esclude quindi, senza scendere in dettagli, qualsiasi altro uso illecito o immorale della stessa, ovvero l'uso lecito della sessualità esclude altre pratiche sessuali che non hanno nulla a che vedere con la trasmissione della vita.

La sessualità è una parte intrinseca alla vocazione al matrimonio, che bisogna realizzare con un amore che deve trascendere.

La vocazione matrimoniale, esercitando una sessualità sana, corretta e normale, è una via retta verso la santità degli sposi.

In questo contesto ricordiamo il rispetto per il corpo, perché questo deve essere tempio dello Spirito Santo, come dice San Paolo.

Ogni coppia deve chiedersi se con i suoi atti sessuali si va in questa direzione o al contrario i suoi atti sessuali rasentano la volgarità, l'indecenza o la disonestà come conseguenza di una falsa concezione dell'amore o della libertà.

Ogni coppia avrà la propria risposta ascoltando la voce della coscienza, se ovviamente quest'ultima è ben formata.

Se la coppia di sposi si relaziona sessualmente in modo indebito e disonesto, dovrebbe confessarsi senza fornire molti dettagli.

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