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Come la Amoris Laetitia ha salvato il mio matrimonio

ALBERTO PIZZOLI / AFP-AI
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Solo leggendo l'esortazione ho riconosciuto il matrimonio sacramentale che i miei zii incarnavano perfettamente

La Amoris Laetitia è saltata fuori mentre ero seduta in ospedale con mio zio Roy mentre stava morendo nel reparto di Terapia Intensiva. All’epoca, mio marito ed io stavamo vivendo un momento difficile del nostro matrimonio. Dopo molti anni di lotte che avevano provocato grandi danni, dolore e debiti, pensavo che forse era ora di tornare dall’avvocato divorzista che avevo contattato già una volta in passato.

Sono entrata in terapia quando il nostro matrimonio era al punto più basso. Abbiamo iniziato ad andarci insieme, ma non ha funzionato. Abbiamo capito che prima di poter fare terapia in coppia dovevamo entrambi affrontare noi stessi e quello che avevamo vissuto ancor prima di sposarci. Nessuno dei due lo aveva fatto. Avevamo entrambi assunto che sposarsi e diventare cattolici dopo aver incontrato Cristo ed esserci innamorati di Lui avrebbe sistemato tutto.

Non è così, e abbiamo avuto una grande battuta d’arresto mentre ero in ospedale con mio zio.

Non vedevo l’ora di leggere l’esortazione di papa Francesco, perché riguardava l’amore e il matrimonio. Penso che la preparazione al matrimonio richieda molto lavoro. Dopo decenni e decenni di divorzio in questo Paese, molte persone non sono preparate ad accostarsi a questo sacramento con una comprensione sufficiente. Mio marito ed io avevamo avuto il sacerdote migliore e il sostegno di persone molto sante che ci avevano aiutato a prepararci per il matrimonio, ma non avevamo affrontato le dipendenze, le lotte, i traumi e i peccati personali che avevano contribuito al fallimento dei nostri primi matrimoni. Sono stata cresciuta da una madre single, e i genitori di mio marito hanno divorziato e si sono risposati varie volte, per cui nessuno di noi aveva mai visto un matrimonio ben funzionante da vicino. Non avevamo modelli matrimoniali da seguire.

L’unico esempio di matrimonio sacramentale che vedevamo entrambi era quello di zio Roy e zia Mary – cattolici, estremamente devoti e attivi nella parrocchia in cui si erano spsati. Quando lui è morto avevano celebrato 50 anni di matrimonio, e avevano alti e bassi ma ci lavoravano su, perché sapevano come fare, e facevano affidamento sulla grazia sacramentale.

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