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A Cordova ci sono state apparizioni dell’arcangelo Raffaele

SAINT RAPHAEL,ARCHANGEL

PD

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 16/12/22

La figura di San Raffaele Arcangelo come Custode di Cordova, viene identificata al seguito di apparizioni riconosciute dalla Chiesa

Sono apparizioni ufficiali, cioè riconosciute dalla Chiesa: sono quelle dell’arcangelo Raffaele nella città di Cordova, in Spagna. Don Marcello Stanzione e Antonia Figliolia in “L’angelo e la città” (edizioni Segno) raccontano come sono avvenuti questi misteriosi episodi, su cui la Chiesa ha indagato accuratamente. 

Un’epidemia uccide migliaia di persone

La figura di San Raffaele Arcangelo come Patrono, o meglio Custode, di Cordova, viene identificata dal Medioevo in poi quando, nel 1278 circa, una tremenda epidemia di peste, si abbatté su gran parte dell’Europa provocando un vertiginoso calo della popolazione.

Frate Simon de Sousa

L’intera comunità rimasta nella città andalusa, era assistita da clerici e religiosi che cercavano di prestare il più possibile aiuto sia materiale che spirituale e molti di loro ne furono contagiati. Tra loro c’era Frate Simón de Sousa, Rettore del Convento della Merced, il quale, nonostante fosse stato anch’egli in gravissime condizioni, si salvò. 

CORDOBA
La statua dell’arcangelo Raffaele, che è stata posta a protezione della città spagnola.

La preghiera per i malati cordovesi 

Durante la sua convalescenza, impossibilitato tra l’altro a prestare soccorso, pregava con molto zelo affidandosi al Signore affinché avesse pietà per i malati cordovesi.

La prima apparizioni in chiesa

Una notte, durante la preghiera nel coro della sua chiesa, gli apparve tra le nubi San Raffaele Arcangelo, dicendo che le sue preghiere, insieme a quelle di altre persone, erano state esaudite da Dio. L’Arcangelo esortò il frate a mettere una sua immagine in cima alla torre della Chiesa Cattedrale, chiese che tutti i cittadini gli fossero devoti e celebrassero la sua festa tutti gli anni. Solo in questo modo sarebbe cessato il contagio.

La seconda apparizione e la Torre di San Pietro

Luogo dell’apparizione è, dunque, il Convento de la Merced (Grazia). A questa prima apparizione, ne seguì una seconda e Frate Simón adempì diligentemente al suo incarico. Il Vescovo don Pascual, ordinò mettere la sua immagine in cima alla Torre di San Pietro, che in quel periodo era la chiesa principale, anche se la Mezquita era già stata consacrata al culto cristiano durante la Riconquista Fernando III il Santo il 29 giugno 1236. 

Gira a seconda del vento

Molto presto, però, essa fu messa anche sopra un piccolo tempio di legno. Dal 1278, inoltre, l’immagine di San Raffaele viene collocata a tipo banderuola girando a secondo del vento, vegliando così sulla città.

Padre Andres de las Roelas

Altra figura centrale per il culto cordovese di San Raffaele è padre Andrés de las Róelas. Nato a Cordova nel 1525, dopo aver svolto il proprio ministero sacerdotale, si ritirò nella casa paterna con le sorelle poiché colpito da una grave malattia. E per questo motivo, ogni giorno pregava affinché ve ne fosse liberato.

Cinque notti 

Raccontò che per cinque notti, gli sembrò di sentire in sogno una voce ben precisa esortandolo ad andare al “Campo” (quartiere della città), dove avrebbe riacquistato la salute. Il prete spagnolo, però, non diede molta importanza a questa esortazione. Un giorno, quasi per curiosità e con grande sforzo, si mise in cammino verso il quartiere indicatogli nel sogno. Giunto nei pressi del Campo, stanco si sedette per riposarsi. 

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Una raffigurazione dell’arcangelo Raffaele.

Una luce accecante 

In quello stesso istante gli vennero incontro cinque cavalieri e uno di loro, irradiando una luce accecante, gli parlò di San Acisclo e Santa Vittoria (i due martiri), affermando che i resti trovati nella chiesa di San Pietro, appartenevano realmente a loro e che come tali dovevano essere venerati. Il messaggio doveva essere riportato al Vescovo. Subito dopo sparirono e con loro anche i suoi mali. 

L’uomo visto di bianco 

Incredulo per la sua guarigione, Padre Andrés, tornò a casa. Ciò accadeva il 29 marzo 1578. Non osava, però parlare dell’apparizione. Per altre quattro notti, a mezza notte e dopo la recita dell’Uffizio Divino, ebbe la misteriosa apparizione di un uomo vestito di bianco che gli ordinava di adempiere all’incarico avuto dai cinque cavalieri. 

La nuova apparizione all’alba 

Temendo che tutto ciò fosse frutto di suggestione, padre Róelas consultò alcuni importanti teologi della Compagnia di Gesù, lo disse al Vescovo, il quale gli ordinò, qualora ci fosse stata una quinta apparizione, di chiedergli chi fosse. Così, all’alba del 7 maggio 1578, San Raffaele gli apparve per la quinta volta pronunciando queste parole: «Yo te juro, por Jesuscristo Crucificado, que soy Rafael, ángel a quien Dios tiene puesto por guarda de ésta ciudad».

La protezione dell’arcangelo Raffaele 

Con questo “Giuramento”, i Cordovesi ebbero conferma che l’Arcangelo Raffaele, come già rivelato tre secoli prima a Frate Simón de la Sousa, proteggeva in modo speciale la loro città.

Approvate il 6 agosto 1603

Le apparizioni furono approvate il 6 agosto 1603. L’11 settembre 1651 Papa Innocenzo X, su richiesta del popolo, concesse a Cordova di festeggiare l’Apparizione di San Raffaele Arcangelo il 7 maggio di ogni anno, memoria che si protrae sino ai nostri giorni.

La chiesa dedicata all’arcangelo 

Appena queste rivelazioni furono approvate in via definitiva dall’Autorità ecclesiastica, subito iniziarono i lavori per erigere una chiesa nel luogo in cui l’Arcangelo di Dio si era manifestato. Così la casa del sacerdote, da cui si ricavò una piccola cappella, divenne presto un luogo di culto. In seguito si costruì la Chiesa detta “del Giuramento” (Juramento), proprio per ricordare pubblicamente il “giuramento” fatto da San Raffaele. Fu benedetta e aperta ai fedeli il 21 giugno 1732. 

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