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Cambogia, rilasciate 32 donne in arresto perché madri surrogate. Ma occorre colpire i trafficanti

ASIAN PREGNANT WOMAN
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Secondo un sacerdote del Pime, nel Paese dal 2001, esiste un nesso strettissimo tra bassa scolarizzazione femminile e sfruttamento delle giovani nell’industria dell’utero in affitto. Necessario colpire i punti nevralgici di questa estesa rete.

Rilasciate su cauzione le madri “surrogate” a condizione che crescano i figli in gestazione per i clienti

Erano in arresto per avere accettato di portare a termine gravidanze per altri a scopo di guadagno.

Avevano portato in grembo bambini per conto di clienti cinesi, ora dovranno crescerli con le proprie forze: è la condizione imposta dalle autorità cambogiane per il rilascio su cauzione di 32 donne, arrestate nel giugno sorso durante un’operazione della polizia contro la maternità surrogata.

Se non rispetteranno gli accordi, andranno incontro ad almeno 15 anni di carcere. È quanto ha annunciato Pon Samkhan, segretario generale per la Commissione nazionale anti-tratta, aggiungendo che l’ultimo gruppo di 17 giovani è libero dallo scorso 5 dicembre. (Asia News)

Sono  32 le donne fino ad ora rilasciate nei giorni scorsi su cauzione dalle autorità cambogiane; siamo nella capitale, l’esotica e fragile Phnom Penh, dove, si legge sul sito Asia News, agenzia stampa del PIME, i miraggi della modernità aumentano di continuo la sete di denaro contante. Un modo tragico per fare cassa è di entrare o far entrare nel mercato della surrogata.

Leggi anche: La Corte Costituzionale dice che la GPA è contro la dignità delle donne

Pratica illegale ma diffusa: la Cambogia un paese fragile

La pratica è illegale a fini commerciali dal 2016 ma diffusamente e fino ad ora anche troppo impunemente praticata da ricche coppie cinesi e non solo che trovano in questa pratica la strategia migliore per by passare il problema della sterilità.
Fa specie pensare alla Cina e alla sua ferrea politica del figlio unico e vederla ora tra i clienti gold di questo inumano mercato di esseri umani. O ad altri paesi del Far East che sradicano sistematicamente da se stessi le figlie femmine. Un’assurda follia che sta chiedendo il conto.

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Il sacerdote che ha commentato la notizia è Padre Caccaro, già in missione nel paese dal 2001 al 2011 e rientrato nel 2016.

È giusto che queste donne siano state rilasciate, perché ritengo che questo fenomeno non vada colpito a livello di madri surrogate. I trafficanti – mediatori, agenzie, funzionari corrotti e internet – dovrebbero invece essere gli obiettivi dell’intervento. (Ibidem)

Le madri che affittano il proprio utero sono l’anello debole (insieme a quello debolissimo del povero bambino che portano in grembo) non solo per la pratica in sè stessa ma anche per le cause alla radice di questo reticolo di crimini.

Bisogna colpire i tessitori della rete, e quelli che progettano promuovono e lucrano su questo orribile traffico.

Anche questa è violenza di genere: sono usate in quanto donne

Ma le ragazze come arrivano a tanto? (quando non finiscono in questo traffico, è altamente probabile che si instradino in quello di altri abusi, di altro sfruttamento. Vedi prostituzione)

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Ci finiscono perché abbandonano molto presto la scuola. Così dichiara Padre Caccaro

Sarebbe interessante – afferma il sacerdote – capire che tipo di scolarizzazione hanno ricevuto queste donne. Spesso, gli studi delle ragazze si interrompono troppo presto, soprattutto nelle regioni rurali. Quando le giovani più fragili smettono di andare a scuola, attendono di esser date in sposa o finiscono per essere sfruttate da reti di trafficanti. Il rapporto tra scolarizzazione femminile e abuso da surrogazione è molto stretto. Per questo, noi missionari dedichiamo un’attenzione particolare all’educazione delle donne, affinché queste abbiano qualche anticorpo in più contro i fenomeni di sfruttamento. (Ibidem)

Se fino al 2011 era normale vedere cedere per poche decide di dollari un figlio da famiglie povere e numerose ad altre sterili e la cosa era vissuta come costume culturale accettabile (mentre non lo è nemmeno questo), in questi anni si assiste ad un salto di qualità del fenomeno. (E per fortuna anche delle forme di contrasto, sembra.)

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Ora il fenomeno è sfruttato sistematicamente, progettato fin dal sorgere del bisogno, malato, di avere un figlio quando la natura non lo consente; promosso, nobilitato addirittura dai media di tutto il mondo e poi ottenuto con lo sfruttamento dei più poveri e deboli del mondo.

Si fa anche con le scarpe o i capispalla delle griffes più  blasonate o con la moda low cost ma qui parliamo di esseri umani.

Come ci siamo arrivati? In realtà è la lineare tragica conseguenza della perdita del senso di sacralità della vita umana. Se non è intoccabile allora si può non solo toccare ma usare, buttare, ordinare, scartare, far fruttare.

 

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