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Ho un cancro al seno: perché proprio a me? Poi guardo la mia bimba e penso "avanti tutta sempre"

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Silvia Lucchetti - pubblicato il 19/09/18

La testimonianza di una donna che scopre nella malattia una seconda possibilità per vivere una vita più vera

L’esperienza della malattia è terribile: genera dolore, sofferenza, paura, un senso di smarrimento e impotenza. Immediatamente una domanda invade la mente: “ed ora? morirò?”. Questi sono i sentimenti che ha provato A. quando lo scorso anno nel mese di agosto, con la testa che già pregustava le ferie, ha scoperto di avere il cancro, uno al seno destro e uno a quello sinistro.

Ho appena fatto prevenzione non sarà nulla

“Un giorno di agosto dell’anno scorso… sole, caldo, aria di ferie… io, mamma, avvocato, separata da poco, andavo verso l’ospedale con la musica a palla in auto, pensando tra me e me: «cosa vuoi che sia mai questo nodulino che ho sentito appena ieri sul mio seno… ho appena fatto prevenzione… non può essere nulla…»” (Corriere.it)

E invece A. scopre di essere malata e di dover togliere entrambi i seni perché… “lei è giovane, non possiamo rischiare ricadute” (Ibidem)

Quando si scopre di essere malati si hanno due possibilità

Nella sua testimonianza questa giovane donna racconta di aver pensato in quel momento che si aprivano due strade: da un lato quella depressione dall’altro la via del coraggio, quella che lei ha scelto di percorrere. E lo racconta con parole forti, sincere, senza fronzoli, così come lo avrà davvero pensato in quel momento di rabbia e paura: tirare fuori gli attributi.

“In questi momenti della vita hai due possibilità: cadere in depressione con quella stupida domanda che troppo spesso sento dire a chi è in difficoltà: «Perché a me?» o tirare fuori gli attributi. Io ho subito pensato che la vita volesse mettermi alla prova per vedere se li avevo e ho scelto di dimostrarlo” (Corriere).




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“Così ho potuto godere dei lati positivi che la malattia può darti”

Dopo aver preso la decisione di lottare con le unghie A., mamma di una bambina, sottolinea come sia riuscita a tratte vantaggio dei lati positivi (sic!) che la malattia le ha offerto. Ha sviluppato così uno sguardo attento e grato nei confronti di chi si prendeva cura di lei, degli specialisti e degli operatori sanitari che l’hanno accolta e curata con grande umanità:

“Ed è così che ho potuto godere (ripeto, godere) di tutti i lati positivi che anche la malattia può darti. Ho conosciuto un medico, il primario del Centro Senologico e della Breast Unit, che lavora per missione, con una umanità travolgente. Ho conosciuto medici ed infermieri che si sforzano di imparare in fretta il tuo nome così alla visita successiva possono dirti: «Prego vieni»” (Ibidem).

Il lusso di fermarmi ad annusare il profumo dell’erba

Una scelta quella di combattere vincente in ogni caso, perché le ha permesso di non sprecare il tempo della malattia a maledire la vita, ma le ha donato un’occasione nuova per “godere”, come scrive e ci tiene a sottolineare, dei doni belli e preziosi di ogni giorno. E non solo, mamma A. in questa condizione ha compreso quali fossero le persone che le volevano davvero bene, ha riconquistato un ritmo di vita più sano, senza le corse frenetiche a cui il tran tran quotidiano zeppo di impegni ci costringe…

“(…) Ho capito che mentre tutti corrono, dove neppure loro sanno, fermarsi ad annusare il profumo dell’erba appena tagliata (inconfondibile, che da bambina mi ricordava che stava arrivando l’estate) è magico, bellissimo, unico. Io già vivevo alla giornata, ora vivo l’istante”(Ibidem).




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La malattia non è una punizione ma una seconda occasione

A. avrà sicuramente vissuto giorni grigi e momenti di abbattimento ma non si è mai lasciata andare perché la malattia può essere una nuova occasione per vivere ed amare.

“Allora poi ti chiedi perché il destino ha voluto dare proprio a te questa lezione, ma rifletti e capisci subito che non è una lezione, è una seconda possibilità. E così migliori la qualità della tua vita, dei tuoi affetti, delle tue azioni e capisci che non ti è stato tolto niente se non fisicamente” (Corriere).

Nonostante i temporali la vita è bellissima

Chi le ha dato la forza di combattere e la speranza di potercela fare? La sua bambina. Grazie a lei A. è una mamma che ama la vita anche nelle giornate uggiose di “pioggia”. E poi sotto l’ombrello si può stare ancora più vicine.

“Sono ai primi sei mesi di follow –up e guardo la mia bambina negli occhi e mi dico: «Per lei, avanti tutta, sempre» perché la vita, anche con i suoi temporali inaspettati, anche con le battaglie che mai avresti creduto di dover combattere, rimane comunque BELLISSIMA” (Ibidem).




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