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“Papal Foundation” e “Legatus”: la finanza americana frena le donazioni al Vaticano?

PASSETTO ROME
© CPP/CIRIC
Il celebre Passetto di Borgo è stato riaperto al pubblico dopo il suo restauro. Si tratta di un passaggio fortificato tra il Vaticano e Castel Sant’Angelo, che i Papi prendevano per andare a mettersi al riparo. L’ultimo a prenderlo fu Clemente VII nel 1527.
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Sono due importanti fonti economiche per le diocesi Usa e la Santa Sede. Ma dopo gli scandali sessuali la tensione è alta. Vi spieghiamo perchè 

Nella lettera il cardinale Wuerl scrive: «In discussione è ora come iniziare a portare in modo efficace un nuovo livello di risanamento per le vittime che hanno sofferto così tanto e per i fedeli affidati alle nostre cure che anche sono rimasti feriti dalla vergogna di queste terribili azioni ed hanno messo in discussione la capacità del loro vescovo di assicurare la necessaria leadership». (Il Messaggero 12 settembre).

L’indagine su Bransfield

Youtube

Veniamo a monsignor Bransfield, di cui sono state accettate le dimissioni per raggiunti limiti di età pochi giorni dopo il compimento dei 75 anni previsti per il ritiro.

Nei giorni scorsi, scrive l’Huffington Post (13 settembre) Francesco ha autorizzato un’indagine sulle nuove accuse di molestie sessuali nei suoi confronti. Accuse che nel suo caso riguardano molestie sessuali nei confronti di adulti. Quindi non si tratta di un crimine di pedofilia (nei confronti di minori), ma di abusi di potere e sessuali nei confronti di maggiorenni. Su Bransfield pendevano già due indagini per presunte molestie (nel 2007 e 2012, in quest’ultimo caso su minori) che sono terminate con l’archiviazione.

Lo scontro sull’IDI

Tra questi tre alti prelati e il Papa i rapporti non sono tesi da qualche settimana, ma già da tempo. Lo dimostra platealmente quello che è accaduto tra Bergoglio e la “Papal Foundation” nel mese di marzo 2018.

Ufficialmente, ha scritto Catholic Herald (24 marzo 2018), una rivolta dei donatori laici ha impedito che venisse trasferita in Vaticano la somma di 25 milioni di dollari che il Papa avrebbe chiesto per risollevare le sorti dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) di Roma. L’ospedale, di proprietà della Provincia italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, è stato travolto da un crac finanziario e i suoi ex vertici sono indagati per il dissesto da decine di milioni di euro (Il Tirreno, 15 giugno 2017).

Il rinvio dell’udienza

Il board dell’associazione caritativa statunitense si è diviso dopo la richiesta del Vaticano di sostenere il piano triennale di rilancio dell’Istituto. Il risultato è stato quello di una rottura con la Santa Sede, al punto che è stata rinviata l’annuale udienza privata con Bergoglio.

Secondo una lettera firmata da Wuerl – che ricordiamo è il presidente – indirizzata alla stessa fondazione, l’udienza non si terrà «fino a quando non si raggiunga un accordo sulla missione e struttura della fondazione e sulle sue relazioni con la Santa Sede».

Clima molto teso

Nella fondazione ci sarebbero forti tensioni tra i donatori e anche nei confronti dello stesso Wuerl. Un quadro poco nitido, come si evince da un articolo pubblicato su Life Site News, (marzo 2018).

Dal Vaticano non è trapelato nulla in merito a questa vicenda, né Francesco si è espresso. Ma i contorni restano foschi. Il dato certo è che con le vicende in cui sono implicati Wuerl, Bransfield e McCarrick, il clima difficilmente si potrà svelenire.

Lo “stop” di Legatus

Altra tegola finanziaria arriva dalle imprese cattoliche americane, che fanno parte dell’associazione di imprenditori denominata Legatus.

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