Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Nuova legge antiriciclaggio di Papa Francesco: più controlli sullo Ior

© SAMOT / SHUTTERSTOCK.com
Condividi

Previsto anche il divieto di aprire case da gioco, compreso sulle “navi che battono bandiera vaticana”

Prosegue con decisione il cammino verso la completa trasparenza delle finanze vaticane: una nuova legge antiriciclaggio, la numero 18, entrata in vigore il 9 ottobre completa, come ha spiegato il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, "al 90% la normativa che doveva essere messa in cantiere in questo campo". Il testo molto articolato e complesso – "quasi un testo unico" lo ha definito Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, presenta anche degli aspetti insoliti.

Dopo la stagione degli scandali che ha gettato i dicasteri economici vaticani nell'occhio del ciclone, Papa Francesco sceglie di ridistribuire le competenze e le funzioni di controllo. «Ogni attività finanziaria che si svolge su territorio vaticano dovrà ottenere l’autorizzazione preventiva e essere sottoposta a controllo successivo dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif), il cui potere di vigilanza e sanzionatorio si rafforza notevolmente, in particolare sugli enti come lo Ior e l’Apsa» (Corriere.it 10 ottobre).

La competenza sulla cosiddetta «black list» sui soggetti a rischio passa invece dalla Segreteria di Stato al presidente del Governatorato. La legge fissa anche un limite trasporto transfrontaliero di denaro contante (in entrata o in uscita dallo Stato vaticano) fissando un tetto massimo di 10 mila euro: ogni cifra pari o superiore a questo importo dovrà essere dichiarata in forma scritta presso gli uffici della Gendarmeria o quelli dell'Aif. «Non solo. La dichiarazione dovrà includere i dati identificativi del dichiarante; le generalità del proprietario e del destinatario del denaro liquido; l'importo e la natura del denaro contante; l'origine e la destinazione del denaro contante; l'itinerario seguito; il mezzo di trasporto utilizzato. Ora nulla può sfuggire. La legge è stata approvata dalla pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, presieduta dal cardinale Bertello, uno dei porporati che fanno parte del G8, i gruppo dei cardinali che affiancano il pontefice per riformare la curia» (Il Messaggero, 10 ottobre). Ipotesi di riforma della Curia prevedono che tutti i dicasteri economici vaticani passino sotto il suo controllo.

La legge 18 si inserisce in un ciclo di provvedimenti emanati nello spazio di breve tempo dalla Santa Sede per adeguarsi alle indicazioni internazionali in materia di antiriciclaggio e trasparenza finanziaria. «La nuova legge aggiorna la normativa emanata nel dicembre 2010 da Benedetto XVI che attribuiva importanti competenze all’Aif ma che fu poi depotenziata l’anno successivo a vantaggio della Segreteria di Stato cui venivano riconosciute inedite competenze di controllo sulle attività finanziarie. Ciò provocò una reazione negativa a livello internazionale (inclusi gli ispettori di Moneyval cui spetta l’ammissione della Santa Sede nella lista Ocse dei Paesi economicamente virtuosi)» (La Stampa.it 10 ottobre).

Nel testo di 58 pagine non mancano aspetti particolari, per esempio la dichiarazione che in Vaticano è vietata "l'apertura di case da gioco", anche "utilizzando Internet" o "su navi che battono bandiera dello Stato". Il Vaticano è dunque il primo Stato occidentale al mondo, insieme alla Cina e alcuni Paesi islamici, «slot free». Colpisce la questione che il piccolissimo stato della Santa Sede al centro di Roma faccia riferimento a navi che battono la sua bandiera. «Potrebbe far sorridere l'ipotesi di navi da crociera con casinò con la bandiera bianca e gialla. Invece la norma fa riferimento al fatto che in Vaticano tutto è predisposto per procedere al varo di una nave, scrivere il Diritto marino vaticano e nominare un ammiraglio della flotta. Lo prevede un decreto del 15 settembre 1951, con il quale si costituisce un porto finora solo virtuale in un cassetto del Governatorato, che è "porto d'iscrizione di navi vaticane". Nel caso il Papa decidesse di armare una sua flotta, per trasportare, come recita il decreto del 1951, "merci o cittadini", su quelle stesse navi non sono ammesse slot-machine e nessun gioco d'azzardo. Anche questa è una norma antiriciclaggio» (Eco di Bergamo, 10 ottobre).

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni