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Un prete può rifiutarsi di celebrare un funerale?

MARINE BARA

U.S. Air Force photo/Senior Master Sgt. Kevin Wallace

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 23/07/18

Ed ecco il testo preciso del Canone in merito:

Can. 1184     § 1. Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche:1° quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici;2° coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla  fede cristiana;3° gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza  pubblico scandalo dei fedeli.§ 2. Presentandosi qualche dubbio, si consulti l’Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare.

La eventuale concessione delle Esequie ecclesiastiche, nei casi sopra elencati ed altri specifici, conculcherebbe importanti diritti e relativi doveri:

  • Il diritto di Dio, che vuole dalla sua Chiesa un culto legittimo, conforme al Suo pensiero, ossia secondo il dogma della fede cattolica, esercitato da persone oggettivamente e pubblicamente conformi all’«essere» cristiano o almeno con un sincero pentimento, espresso formalmente prima della morte corporale. La Chiesa ha il dovere di assolvere tale diritto, verificando la status canonico del defunto e celebrandone le esequie in conformità alle leggi liturgiche.
  • Il diritto del defunto, che deve essere rispettato nella sua libera scelta, pur difforme dai principi della fede professata dalla Chiesa. La Chiesa ha il dovere, dopo aver dichiarato il suo giudizio in materia e con profondo rincrescimento d’animo, di rispettare la volontà del defunto.
  • Il diritto del popolo di Dio e dell’intera società, che devono essere adeguatamente informati ed istruiti sul pensiero di Cristo e della Chiesa riguardo alla vita, alla morte, all’eternità, al bene e al male, al giusto e all’ingiusto, al vero e al falso. La Chiesa ha il dovere di manifestare chiaramente a tutti la dottrina di Cristo e di impartire ai suoi figli una giusta educazione, mediante le sue leggi canoniche e i suoi riti liturgici.




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Conclusioni

1. La Chiesa cattolica non è una qualsiasi istituzione sociale, dedita a servizi umanitari in genere, rivolti a chiunque ne facesse richiesta. In particolare non offre un servizio di onoranze funebri indifferenziato, al di là di ogni appartenenza religiosa e di ogni scelta morale. La Chiesa celebra unicamente le Esequie dei suoi figli, ossia i battezzati, che vivono pubblicamente e attualmente nella sua comunione. Questo è il motivo per cui, sia nei libri liturgici, sia nel Codice di Diritto Canonico, non si parla mai di «defunti»in genere, ma sempre di «fedeli defunti», secondo il noto asserto del Canone Romano: Memento etiam, Domine, famulorum famularumque tuarum, qui praecesserunt cum signo fidei, et dormiunt in somno pacis.

2. La celebrazione delle Esequie ecclesiastiche è stabilita dalle leggi della Chiesa, che ne determina le preci, i riti, i simboli e i canti. Nessun fedele ha il diritto di «aggiungere, togliere o mutare alcunché» (SC 22§3) nel rito liturgico. Infatti, il rito riflette la fede della Chiesa e implica l’adesione a dogmi fondamentali, quali: l’esistenza dell’anima immortale e la vita eterna; il mistero della Ss. Trinità e dell’Incarnazione del Verbo; il Cristo Figlio di Dio, unico nostro Salvatore; il Giudizio particolare e universale; la duplice sorte eterna del Paradiso o dell’Inferno; l’esistenza del purgatorio e la necessità del suffragio; la Risurrezione della carne e il rispetto del corpo esanime; la Comunione dei Santi; il valore impetratorio del Sacrificio eucaristico a pro dei vivi e dei defunti; la presenza reale di Cristo nel Ss. Sacramento, pegno della vita eterna, e la necessità di una sua degna recezione.

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funeralefunerali
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