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Mons. Hoser nominato “Visitatore Apostolico” di Medjugorje. Che cosa significa e perché viene detto “a carattere speciale”?

EAST NEWS

Giovanni Marcotullio - pubblicato il 31/05/18

Resta infatti al momento fermo e convalidato il giudizio della commissione voluta da Benedetto XVI e le cui conclusioni furono consegnate dal cardinal Camillo Ruini nelle mani di Papa Francesco: «Non constat de præternaturalitate» [«Non consta di fenomeni soprannaturali»].




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È evidente – oltre a risultare esplicitata nella nota della Santa Sede – che il nuovo incarico di Hoser vada letto «in continuità con la missione di Inviato Speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorie». Cosa vuol dire? Che l’11 febbraio 2017 il Papa aveva affidato all’arcivescovo emerito di Varsavia-Praga un mandato esplorativo. Tale mandato si consolida oggi – e col senno di poi ciò si giudica naturale, il che non significa che codesto esito fosse necessario – con la nomina a “Visitatore Apostolico”.


PAROLIN,MEDJUGORJE

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Ora cerchiamo di capire che cosa invece tale mandato effettivamente significhi: a norma del Diritto Canonico il “Visitatore Apostolico” è un’espressione particolare della sollecitudine romana e petrina per tutte le Chiese del mondo. Più nel dettaglio, tale espressione si annovera nell’ambito della diplomazia pontificia, vale a dire che il Visitatore è “una specie di ambasciatore”. Certo, gli ambasciatori pontifici presso le Nazioni si chiamano “Nunzi apostolici”, risiedono nelle Nunziature (solitamente situate nelle capitali politiche) e hanno oneri e onori quasi totalmente ricalcati su quelli degli ambasciatori secolari.




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Monsignor Hoser invece ha «un incarico esclusivamente pastorale», precisa la nota diramata dalla Santa Sede: questo esclude ogni coinvolgimento diplomatico, oltre che ogni autorevolezza dottrinale (quasi che la nomina possa di per sé costituire un avallo dogmatico alla rivendicata veridicità dei presunti fenomeni soprannaturali di Medjugorie). Ma c’è di più: l’incarico di un Visitatore apostolico cessa immediatamente non appena quest’ultimo abbia consegnato la sua relazione al Santo Padre (o agli organi di Curia Romana competenti per la materia della propria missione). E invece Hoser è un “Visitatore apostolico a tempo indeterminato”… e ad nutum Sanctæ Sedis. Quest’ultima espressione è tipica della nomina in un altro ufficio della gerarchia di giurisdizione cattolica, ossia l’Amministratore apostolico. Il quale, a differenza del Visitatore, raramente viene nominato ad certum tempus, e la cui carica è il più delle volte a tempo indeterminato. Come quella di Hoser a Medjugorie.




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Insomma, quello che mi pare singolare nel provvedimento odierno della Santa Sede è che formalmente si fa riferimento a una missione “diplomatica”, ma la sua sostanza è definita “pastorale”. La spiegazione di Brosio quanto alla carica di Hoser è fondamentalmente corretta: con la nomina del Visitatore (/Amministratore?) di Medjugorie il santuario viene posto sotto la direzione del Papa, ancorché mediata da un suo delegato.


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Ora, a norma del Diritto Canonico del 1983, le Amministrazioni apostoliche sono equiparate alle diocesi, e probabilmente questo è il motivo (o almeno uno fra altri) per cui il Papa non ha voluto nominare Hoser Amministratore pur avendogli di fatto conferito poteri prettamente pastorali, ossia analoghi a quelli dell’Ordinario del luogo.

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