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Cosa si sono detti Paolo Brosio e Papa Francesco?

© Paolo Brosio
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Il 9 aprile l’udienza privata tra il Pontefice e il giornalista impegnato con la sua associazione a favore del paesino bosniaco conosciuto per le apparizioni mariane

Il riscatto di Paolo Brosio dopo il "raggiro" delle "Iene per Scherzi a parte". Il 9 aprile è riuscito ad ottenere un’udienza privata da Papa Francesco e a raccontargli la storia della sua conversione dopo un pellegrinaggio a Medjugorje.

QUELLO SCHERZO COSI’ AMARO
Nel settembre 2013 il giornalista era stato vittima di "Scherzi a parte" che – nel video andato poi in onda all’inizio di quest’anno – lo aveva «raggirato» facendogli credere, grazie a un imitatore, che a chiamarlo al cellulare fosse papa Francesco. Una sorpresa che si era trasformata in un’amarissima delusione tanto da farlo scoppiare in lacrime per lo choc.
 

Ora Brosio è stato, diciamo così, «risarcito», evidenzia il Corriere della Sera (10 aprile), proprio da Bergoglio, che lo ha ricevuto al Palazzo apostolico.

I REGALI A PAPA FRANCESCO
«Il sogno più grande della mia vita è stato esaudito – scrive sul suo sito ufficiale – dopo lo scherzo diabolico de Le Iene per Scherzi a Parte, il Papa mi ha chiamato per davvero (..) ho potuto abbracciar Francesco in un’udienza privata davvero emozionante che era stata fissata il 5 marzo scorso. In quel giorno la segretaria di Stato Vaticana mi informava che il Papa voleva conoscermi. Al Papa ho regalato tutti e sei i libri su Medjugorje, la maglietta ufficiale “W la Gospa” dell’Associazione Onlus Olimpiadi del Cuore(l’associazione di cui è presidente ndr), il "Mattone del Cuore" per la raccolta fondi per l’ospedale di Medjugorje e altri oggetti per me molto importanti».

PROFONDO CAMBIAMENTO INTERIORE
Per Brosio il viaggio a Medjugorje ha significato un cambiamento interiore e una profonda rinascita nella fede (Il Mattino, 10 aprile) e ne ha parlato ieri per quasi 40 minuti al Santo Padre. E’ notorio che sul caso delle apparizioni mariane nel paesino bosniaco pende un pronunciamento di una Commissione speciale istituita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e che i vescovi slavi hanno affermato nel 1991 l’assenza di soprannaturale nelle visioni dei veggenti. Eppure Francesco ha voluto ascoltare dalla voce di Brosio stesso la storia della sua conversione personale, così come il suo impegno a favore di Medjugorje e della costruzione di un ospedale nella cittadina bosniaca.

IL SIPARIETTO CON MAMMA ANNA
Non sono mancati durante l’incontro momenti di ilarità, scrive il Corriere, specialmente quando la 94enne mamma di Brosio (anche lei ricevuta in udienza insieme al figlio) ha raccontato di aver pregato per ben 34 anni per la conversione del figlio, un fatto su cui il Papa ha bonariamente scherzato affermando che Brosio ha fatto tribolare la madre fin troppo. Inoltre il Pontefice, il giornalista e la madre – tutti e tre di origini piemontesi – si sono poi salutati in dialetto(La Stampa, 10 aprile).

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