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Ecco la formula della felicità: non è segreta, si può copiare

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Silvana De Mari - pubblicato il 15/05/18

Da una disciplina relativamente recente un approccio (quasi) integrale al benessere della persona: pensieri, emozioni, stati fisici, tutto è collegato e interdipendente. Dall'armonia delle parti, la felicità della persona

PNEI, psiconeuroendocrinoimunologia, 13 sillabe, la parola più lunga della lingua italiana è la nuova scienza che spiega come mente e cervello comunichino tra di loro mediante i neurotrasmettitori, che però hanno effetto anche su tutto l’organismo, in quanto agiscono anche sui sistemi endocrino e immunitario. Cambiando il pensiero, modifichiamo le emozioni.Modificando le emozioni, modifichiamo tutto l’organismo. La felicità – da un punto di vista biochimico – può essere definita come un assetto con endorfine e serotonina alte ed ormoni da stress bassi, associato anche ad una forma di equilibrio elettroencefalografica, un ritmo che ci dice come i due emisferi, il destro e il sinistro, emotivo e razionale, analogico e logico stanno in armonia. La definizione è un po’ povera, ne sono state date di più affascinanti, ma è qualcosa che ci permette di lavorare.

Serotonina ed endorfine potenziano il sistema immunitario e attraverso le citochine influenzano positivamente i processi infiammatori. Gli ormoni da stress sono – ad esempio – adrenalina, noradrenalina e aldosterone: alzano la pressione arteriosa. Gli ottimisti ce l’hanno più raramente alta. E poi c’è il cortisolo. Effetti del cortisolo: facilita il diabete e fa ingrassare. Tutte le calorie che mangiate invece che trasformarle in energia e calore le stratifica sul peritoneo e all’interno delle coronarie. Con un po’ di fortuna la tiroide comincia a zoppicare.




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Avete sempre freddo, siete sempre stanchi, una fame vi devasta e ingrassate: un tipo particolare di grasso: faccia tonda, collo grosso e pancia. Il cortisolo intralcia il sistema immunitario. Chi ha il cortisolo alto non memorizza: il cortisolo intralcia le cellule dell’ippocampo, che non è un cavalluccio marino, ma l’organo della memoria. Quindi: volete dimagrire, superare gli esami, essere sani? Da infelici, non ci riuscirete. La parola infelici è troppo letteraria e romantica? Fino a che sarete sotto stress cronico e con il cortisolo alto, non ci riuscirete. Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano l’enorme quantitativo di vantaggi associati alle emozioni positive e al pensiero positivo. Vita nettamente più lunga, minore incidenza di malattie, maggiore successo professionale e, soprattutto, relazioni umani ricche e stabili. Smettere di fumare allunga la vita di sette anni, imparare l’ottimismo di dieci. Quando ero più giovane, mi ammalavo con una frequenza di tre o quattro volte per anno; ora, che ne ho 64, la mia quota di malattie febbrili è meno di una per anno.
Un ottimista ha meno del 10% di possibilità rispetto a un pessimista di ammalarsi di depressione; e la depressione è considerata – al momento – la quarta causa di invalidità.


DONNA, VISO, TRISTE

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Essere pessimisti vuol dire esporsi ad un prolungato cattivo stress, il quale – da un lato – può scaricarsi con un accesso di cortisolo e adrenalina, vale a dire ipertensione, infarto, obesità; oppure, sul sistema digerente: gastrite, colite, enterite, e poi la regina del disastro: pancreatite.


Le malattie degenerative sono favorite; il sistema immunitario zoppicante trasforma l’organismo in un hotel a cinque stelle per batteri, virus e tumori maligni. Esperimenti sui topi hanno dimostrato che chi è sotto stress si ammala più facilmente di cancro e lo contrasta meno. Gli esperimenti sono stati molto scortesi con i topi, quindi – visto che ormai sono stati fatti e i poveri topi ci hanno malamente rimesso – che almeno servano. Essere sempre il più felici possibile, così da impedire il cronicizzarsi dello stress, è un dovere etico nei confronti dei sorci dell’esperimento, che non siano morti invano, e del nostro disastrato sistema sanitario nazionale, oltre che un gesto di assoluta saggezza.




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Un pessimista spesso ricorre a qualche aiuto per uscire o per lenire la costante infelicità: l’alcool è il miglior ansiolitico che esista, può ammazzare da solo o mediante un incidente stradale, la cocaina è un ottimo antidepressivo: può causare la morte per crisi cardiaca o trasformarti in un individuo con un’alta crudeltà e l’incapacità a capire le conseguenze delle proprie azioni.




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