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Nei periodi difficili, siamo sicuri di guardare bene tutta la realtà? L'ottimista è il vero realista

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Silvana De Mari - pubblicato il 15/01/18

Dall'esperimento di Seligman sull'incapacità appresa impariamo come si possa vivere bene anche in momenti poco fortunati

Il concetto di incapacità appresa. L’incapacità appresa è stata studiata da Seligman e i dai suoi collaboratori ed è stata studiata sui cani.
Seligman si pose giustamente il problema etico del dolore che infliggeva ai cani, quindi l’esperimento fu fatto con particolare attenzione, sforzando di infliggere il minor dolore possibile, facendo attenzione affinché i cani fossero tenuti in condizioni ottimali: chi li nutriva faceva anche qualche coccola.

L’esperimento

Il dolore era costituito da una piccola scossa elettrica, e tutti i cani che parteciparono all’esperimento, furono poi adottati e divennero cani di famiglia, liberandosi, quindi, dalla sperimentazione umana.

L’esperimento consisteva in questo: i cani erano divisi in due gruppi, al primo gruppo veniva somministrata una piccola scossa elettrica, che poteva essere facilmente evitata; se il cane andava nella parte destra del recinto, non riceveva la scossa.

Al secondo gruppo furono somministrate scosse completamente imprevedibili, non c’era nulla che il cane potesse fare per evitarla.

Si sviluppava la sensazione di essere in balia della vita e del destino.

Molti cani smettevano di mangiare, diventavano ansiosi oppure apatici.

I cani che non sapevano se e quando avrebbero ricevuto la scossa, diventarono depressi e abulici.

Ad un certo punto, da un giorno all’altro, le scosse diventarono prevedibili, bastava stare da una parte del recinto per non prenderle, ma non se ne accorgevano e non le evitavano.

Questa è l’incapacità appresa, quindi quando noi siamo in balia degli eventi e questi eventi continuano a colpirci a casaccio, rischiamo l’incapacità appresa, ma attenzione non tutti i cani sviluppavano l’incapacità appresa, un terzo circa continuava a battersi.

Dal momento in cui le scosse diventavano prevedibili, se ne accorgevano immediatamente e modificavano il loro comportamento in maniera di evitarle, quindi erano quelli che non si erano mai rassegnati. Questo esiste anche nei cani che avevano continuato a sperare nella loro mente che diventassero prevedibili, quindi avevano continuato a cercare una maniera.

Il fatto che ieri non avesse funzionato, non vuol dire che non funzionerà oggi. Non solo questi cani appena le scosse diventarono prevedibili lo impararono subito e le evitarono, ma nel momento in cui le scosse erano state imprevedibili, loro non si erano depressi; avevano capito che la cosa che li stava aggredendo era al di fuori della loro volontà, era al di fuori della loro capacità, non erano loro che erano degli incapaci, erano in un brutto periodo.

Altre cose però non erano così disastrose. Il cibo era buono, il recinto pulito, tra una scossa e l’altra vivevano meglio che potevano.




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Cosa insegna a noi?

Lo stesso funziona per gli esseri umani, quando ci sono le catastrofi, i periodi di crisi e le cose vanno male, quelli che tengono l’attenzione sulla realtà – ci sono scosse elettriche non prevedibili – rinunciano alla possibilità di modificarla.
Dall’esperimento sui cani per l’incapacità appresa, possiamo dedurre la definizione di sedicente realista e ottimista. Il sedicente realista ha tenuto l’attenzione concentrata sulle scosse elettriche: la sua realtà attuale e parziale. Ha ignorato il buon cibo, il fatto di essere vivo, ha tenuto l’attenzione solo sull’imprevedibilità delle scosse elettriche, ha dato per scontato che sarebbero state eterne.
Le epidemie, le malattie picchiavano senza alcuna logica, con ferocia atroce. Ma anche nei periodi più terribili c’erano cose che erano sotto il controllo dell’uomo, il suo pensiero, la capacità di produrre musica, o coltivare cipolle.

Mentre la peste imperversava, Boccaccio scriveva il Decamerone. Altri cercavano di capire come prevedere le epidemie. Hanno provato con l’astrologia, le congiunzioni astrali, le maschere sulla faccia e l’aceto. Hanno continuato a tentare e tentare.

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depressioneottimismo
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