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La depressione è anche nostalgia di Dio, perciò la fede è alleata della cura

DONNA, VISO, TRISTE
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Dati allarmanti parlano di 6 milioni di italiani che soffrono di disturbi psichiatrici; la psicoterapeuta Alessandra Lancellotti orienta lo sguardo sul nesso con l'Origine: il nostro cuore è inquieto (ma non disperato) finché non riposa nel Padre

«Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te», questa è forse una delle frasi più citate di Sant’Agostino. È, in effetti, una sintesi e un cammino; c’è dentro tutto il DNA umano, dalla forma degli occhi, alla tachicardia, al mal di testa, alla voce che esce dalla bocca.
L’uomo non è una forma chiusa come un cerchio; ha organi sensoriali e spirituali che lo proiettano fuori.

Guarda, ascolta, tocca – col corpo.
Attende, cerca, desidera – con l’anima.

Inquieti o disperati?

L’inquietudine è la nostra vita, non siamo fermi perché cerchiamo; non siamo tranquilli perché desideriamo. Non siamo folli, perché esiste ciò che cerchiamo. Infatti, inquietudine non è una parola brutta, è la fotografia dello scalatore che va verso la vetta. C’è la fatica nel suo percorso, ma non c’è la disperazione, perché la vetta del monte è qualcosa di concreto e visibile.

Roberto Caucino/Shutterstock

Però inquietudine è diventata anche la parola chiave della modernità, in senso negativo, da quando la vetta del monte è scomparsa. È come se lo scalatore salisse, salisse, eppure vedesse la sommità della montagna perennemente avvolta dalla nebbia, così da dubitare che ci sia. Allora la fatica si fa rabbia, e poi insensatezza, addirittura pazzia.

Chesterton disse «togli il soprannaturale e tutto diventerà innaturale». Agostino prosegue la frase prima citata implorando Dio:

Di’ all’anima mia: «La salvezza tua io sono!». Dillo, che io l’oda. Ecco, le orecchie del mio cuore stanno davanti alla tua bocca, Signore. Aprile, e di’ all’anima mia: «La salvezza tua io sono». Rincorrendo questa voce, io ti raggiungerò, e tu non celarmi il tuo volto.

Non celarmi il tuo volto. Non celarmi la vetta del monte. Il nostro traguardo è essere a tu per tu col volto di Dio, per vedere davvero il nostro volto. Senza il suo volto soprannaturale, il nostro volto diventa innaturale: è questa la chiave di lettura che la dottoressa Alessandra Lancellotti offre per giudicare i dati allarmanti che riguardano l’aumento dei casi di depressione in Italia e in Europa.

Dati allarmanti sulla depressione

Il presidente della Società italiana di Psichiatria, Bernardo Carpieniello, spiega che il 10% degli italiani ha avuto almeno un evento patologico nella sua vita. L’allarme riguarda 6 milioni di italiani che soffrirebbero di disturbi pischiatrici che necessitano di cure specifiche. L’incidenza della malattia è addirittura aumentata del 3% negli ultimi 10-15 anni, un numero che non può essere considerato basso se rapportato a tutti gli abitanti del nostro paese.

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