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Mamma a 12 anni: "Il mio bambino è stato il colpo in testa mandato dal Cielo per salvarmi"

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Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 06/02/18

La storia di Aurora Leoni che ha lottato coraggiosamente per far venire al mondo la vita che portava in grembo, nonostante la giovanissima età

Da sola contro tutti, perché quando Aurora resta incinta all’età di dodici anni gli adulti che le sono accanto hanno solo una risposta: l’aborto. Lei coraggiosamente si oppone, nonostante sia poco più che bambina vuole proteggere suo figlio.

In occasione della 40esima Giornata Nazionale per la Vita Aurora Leoni ha dato la sua testimonianza durante la Festa diocesana per la Vita organizzata dall’arcidiocesi di Udine, insieme a lei la campionessa paralimpica Nicole Orlando.

Avvenire racconta la storia di questa mamma oggi 19enne, capelli lisci, occhi grandi e azzurri, che sente l’urgenza di dire alle ragazze di non farsi ingannare, di non credere che l’aborto sia la soluzione, perché abortire vuol dire uccidere il proprio figlio.

“Tutto il mondo degli adulti si mosse per ‘aiutarmi’ ad abortire”

Aurora cresce con sua nonna, non conosce il padre e la mamma l’abbandona quando aveva un anno di età. La notizia della gravidanza le suscita un amore grande per quella vita che le cresce dentro, nonostante la paura, ma gli assistenti sociali di Forlì si attivano per farle interrompere la gravidanza…

«Per settimane non ci accorgemmo che ero incinta, perché al primo mese ebbi ugualmente il ciclo (…) così io e nonna Valentina lo scoprimmo con un mese di ritardo. Vivevo con lei da sempre, perché mia mamma se n’era andata quando avevo un anno e mio padre non l’ho mai conosciuto, per questo ero sotto i servizi sociali di Forlì e ovviamente ci rivolgemmo a loro: avevo 12 anni, ero una bambina e aspettavo un figlio. Tutto il mondo degli adulti si mosse per ‘aiutarmi’, ma aiutarmi ad abortire, invece quel fagiolino era già mio e io non avevo mai provato la felicità che sentivo da quando lo avevo dentro» (Avvenire).

“(…) il mio bambino è stato il colpo in testa mandato dal Cielo per salvarmi”

“Ti rovinerai la vita”, le dicono, “ne parleranno tutti, anche i giornali”, eppure Aurora si sente felice come mai le era capitato prima. E conserva questa gioia anche quando il papà del bambino, un ragazzino di quattordici anni, le chiede di non tenerlo e soprattutto di non dire nulla a sua madre.

«Allora ero ribelle e trasgressiva, un colpo di testa dopo l’altro… ma il mio bambino è stato il colpo in testa mandato dal Cielo per salvarmi. Senza di lui oggi sarei sicuramente alla rovina» (Avvenire)

Anche la nonna di Aurora che le vuole bene ed è contraria all’aborto non vede alternative e così sembra tutto stabilito. A dodici anni non si ha voce in capitolo, si è in grado di concepire un figlio ma non si può scegliere e così gli assistenti sociali prenotano le visite e fissano la data per l’interruzione di gravidanza. Ma…


GIULIA MICHELINI

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“Era già di tre mesi e mezzo”

Durante l’ecografia il ginecologo si accorge che il figlio di Aurora è già di tre mesi e mezzo, lui resta male mentre lei esplode di gratitudine nonostante le preoccupazioni. La Vita batte la legge 1 a 0.

«Il ginecologo ha scoperto che era già di tre mesi e mezzo, i termini di legge per abortire erano già scaduti. Lui era seccato, io felicissima. Se non che la legge 194 prevede che per gravissimi problemi a livello psichico si può interrompere la gravidanza anche dopo, così mi portarono di corsa da un neuropsichiatra infantile, che ci desse lui la soluzione» (Avvenire).

Durante il colloquio con lo specialista la coraggiosa Aurora, ragazzina acerba ma mamma già pronta a lottare per suo figlio, afferma senza paura che lei lo vuole crescere e amare e così l’incubo dell’aborto finisce.

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Tags:
gravidanzamaternitàtestimonianze di vita e di fede
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