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Giulia Michelini: «Mio figlio mi ha salvato la vita»

EVREN ATALAY - ANADOLU AGENCY
ROME, ITALY - FEBRUARY 27: Actress Giulia Michelini poses to the media during the Turkish Director Ferzan Ozpetek's new movie ''Allacciate le Cinture" promotion in Rome, Italy on February 27, 2014. Evren Atalay / Anadolu Agency
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L'attrice scopre di essere incinta all'età di 19 anni, decide di abortire ma poi cambia idea contro il parere della sua famiglia

Ve la ricordate giovanissima, nel personaggio della sorella di Claudia Pandolfi nella serie tv Distretto di Polizia? E poi come non citarla nei panni di Marika nell’esilarante film di Checco Zalone Cado dalle nubi? Oggi però Giulia Michelini è nota al grande pubblico per il ruolo della mafiosa Rosy Abate in Squadra Antimafia – Palermo oggi e nel successivo Rosy Abate – La serie in onda proprio questi giorni. Rosy è una donna che nel cuore ha posto solo per il figlio, come ha recentemente dichiarato l’attrice, che la interpreta magistralmente, in un’intervista a Tgcom24.

Solo qualche giorno fa ho scoperto che questa talentuosa artista ha alle spalle una storia ricca di umanità e coraggio che vale la pena raccontare.

A Vanity Fair infatti nel 2015 ha rilasciato un’intervista dal titolo: «Un bambino mi ha salvato». E questo bambino non è un personaggio di un film, ma è proprio suo figlio: Giulio Cosimo.

Incinta all’età di 19 anni

L’attrice all’età di 19 anni scopre di essere incinta. Inizialmente pensa di non tenere il bambino, e tutte le persone che le sono vicino, compresi i suoi genitori, le consigliano di abortire “perché un figlio alla tua età ti rovina la vita”.

Giulia fissa un appuntamento per interrompere la gravidanza, ma una volta lì rinuncia e decide di andare via:

«All’appuntamento sono andata da sola. È stata chiamata una ragazza, poi un’altra, non so neanche io che cosa mi ha portato ad alzarmi; so solo che a un certo punto sono andata via» (Vanity Fair).

Rinuncia all’aborto

Grazie a Dio cambia idea, e con il cuore pieno di emozioni e paura telefona a sua madre:

«Ero nel panico totale. Una volta uscita, sono entrata in una cabina telefonica per chiamare mia madre. Sull’apparecchio c’era un elastichetto da bambina, non ricordo se con due cubetti o due ciliegine. Lo so, è stupido, ma vedendolo mi sono detta: va bene così, sto facendo la cosa giusta». (Vanity Fair)

La paura… ma anche il coraggio

In quel periodo viveva una storia complicata con il padre del bambino, un ragazzo di otto anni più grande che l’aveva portata a frequentare ambienti poco puliti della borgata romana, molto lontani dal mondo in cui era cresciuta. L’attrice quando sceglie di tenere il figlio è consapevole che quel rapporto non ha futuro, ma…

«Non credevo molto nel rapporto con il padre; anzi, a dirla tutta, sapevo che sarebbe finita e che sarei rimasta sola con mio figlio, ma è come se questa cosa mi avesse dato una spinta in più». (Vanity Fair)

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