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Chiara Maria: “La mia più grande paura è quella di morire lontana da Cristo”

Chiara Maria
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Il racconto della malattia e della morte di una ragazza di 25 anni che non ha maledetto la sua storia ma ha testimoniato nella sofferenza l’amore di Dio, accompagnata dalla famiglia e dalla sua comunità

Il funerale di Chiara Maria è stato un matrimonio, come racconta l’autore nel libro, una festa. La chiesa affollatissima, i canti dei fratelli di comunità, la strada piena di persone accorse a darle l’ultimo saluto con la certezza nel cuore che Cristo ha vinto la morte, è risorto, ci ha donato la vita eterna. Anche il calvario della malattia, nonostante il dolore e la tristezza, ha fatto vivere tutti in un clima di gioia piena, vicinanza, unione profonda. Chiara non ha mai pronunciato parole di rabbia, di bestemmia contro la sua storia, non ha mai rifiutato la croce, lo afferma Massimiliano nel libro, e anche il papà, molto emozionato negli studi di TV2000 insieme a Stefano, il fidanzato, e padre Dominik. La cosa che mi ha colpito di più è sentirlo ripetere: “voleva che pregassimo insieme a lei”.

Chiara aveva davvero capito che la vera felicità era mettere la vita nelle mani di Dio, dare gloria a Lui, compiere la Sua volontà. Nonostante la sua giovane età, come afferma ancora suo padre nel filmato, la sua esistenza è stata piena, compiuta, proprio perché lei aveva scelto la parte migliore, aveva compreso che viviamo l’inganno di poter succhiare vita da cose e circostanze fasulle che invece ce la tolgono, mentre Dio ci ama per quello che siamo:

Leggi anche: Marco Gallo: la storia di un giovane innamorato di Cristo

Questo Vangelo mi mette profondamente di fronte alla mia umanità, alla mia pochezza. Mi viene a interrogare sul perché perdiamo tanto tempo dietro a cose che non ci danno la vita, anzi, forse ce la tolgono anche, e non ci rendiamo conto di cosa conta davvero. Infatti, mi colpisce tantissimo il versetto che dice “Perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, È RISORTO”. Perché ci affanniamo a cercare di fare più soldi, di avere per forza un bell’aspetto, di avere la salute, di essere intelligenti, e non capiamo che Dio ci ama per quello che siamo? La malattia mi ha aperto gli occhi sulle priorità della vita, su ciò che è importante per davvero, su cosa significa davvero che la tua vita è nelle mani di Dio, ed ho capito che se non si chiede la Fede ogni giorno, ci si allontana facilmente. Perciò prego Dio che mi doni la costanza nella preghiera quotidiana, che mi doni la Fede ogni giorno, e che mi doni la forza di combattere la malattia sempre rispettando la Sua volontà.

Chiediamo anche noi al Signore di donarci, quando verrà la nostra ora, la grazia di una morte santa, di non bestemmiarlo nella prova, di non maledire la croce, di aver un cuore mansueto ed umile, pronto ad amare e a lasciarsi amare senza riserve.

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