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Marco Gallo: la storia di un giovane innamorato di Cristo

Immagine tratta dal libro "Marco Gallo. Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare" (Itaca)

Le parole scritte da Marco Gallo sulla parete della sua camera la sera prima di morire.

Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 22/08/17

Marco muore a 17 anni. La sera prima dell'incidente ha scritto sulla parete della sua camera: «Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?».

«(…) è sempre difficile scrivere la prefazione di un libro, soprattutto di un libro che racchiude l’avventura di una vita: ogni vita, ogni persona ha qualcosa di unico e d’irripetibile, e dovremmo avvicinarci al mistero nascosto e presente nella storia di ogni uomo, con un senso di venerazione, a piedi scalzi, come Mosé davanti al roveto ardente, senza la pretesa di incasellare o di decifrare il cammino di una persona. Più che una prefazione, queste mie notazioni vogliono essere un invito alla lettura: perché vale la pena incontrare la vita di Marco».

Con queste parole il vescovo di Pavia mons. Corrado Sanguineti apre la prefazione al libro “Marco Gallo. Anche i sassi si sarebbero messi a saltare” (Itaca edizioni) curato da Paola Cevasco e Antonio Gallo, genitori di Marco, e dalle sorelle Francesca e Veronica.

Il testo raccoglie le riflessioni e i pensieri di questo giovane diciassettenne morto a causa di un incidente stradale, ritrovati dalla famiglia nei diari, nei foglietti sparsi tra i libri di scuola, nei bigliettini accartocciati. Marco scrive sempre con passione e dappertutto. Da questi scritti emerge il suo grande desiderio di cogliere il senso della vita, di conoscere Cristo e amarlo. Sono meditazioni che pongono domande serie e radicali sul significato dell’esistenza e che si intrecciano ai suoi ricordi d’infanzia.




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«FRA, IO SONO CAMBIATO, SONO DIVERSO, ORA POSSO VOLERTI BENE. TU SEI MIA SORELLA »

Pagine intense, commoventi, che scorro con il cuore pieno. È una gioia leggere di un ragazzo tanto giovane e già così vicino a Gesù, che guarda con gratitudine il film su San Francesco e invita tutta la famiglia a vederlo, soprattutto la sorella Francesca “con uno sguardo come se mi offrisse il mondo intero”.

“Entro in casa, poco prima di cena, e vedo Marco che guarda ancora san Francesco. «Eh no, ma non è possibile!», penso fra me. (…) Mi dice: «Fra, devi vederlo». Continuava a dire a tutti noi quattro: «Dovete vederlo!», con uno sguardo come se mi offrisse il mondo intero. Mi siedo e guardo con lui una scena del film, bellissima. La mamma ci chiama per la cena: (…) Marco spegne di botto (…) però rimane lì, sul divano. Con un gesto velocissimo, si raddrizza, si mette seduto bene dritto, molto vicino a me. Avverto con stranezza che mi si fosse seduto così vicino, tipo 10 cm. Diventa rosso, e capisco, ah come lo capisco, che mi doveva dire qualcosa. Inizia a parlare: «Ma Fra… stavo pensando… cioè…», così per un po’. (…) Io timida, non chiedo niente, gioco con il cellulare, ma rimango lì. Lui non demorde, si gira di scatto, mi guarda: «Fra, io sono cambiato, sono diverso, ora posso volerti bene. Tu sei mia sorella»”.

«PERCHÉ CERCATE TRA I MORTI COLUI CHE È VIVO?»

Marco l’ultima sera prima dell’incidente scrive sulla parete accanto al crocifisso della sua stanza: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?».




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5 novembre 2011

La mamma racconta che alle 9 di mattina del 5 novembre del 2011 i carabinieri si recano da lei per comunicarle la morte di Marco, travolto da una macchina mentre andava a scuola in motorino.

Ecco le sue parole che narrano quei delicati, dolorosi (e profetici) momenti:

“La camera mortuaria si riempie di persone; poi tante altre anche a casa. Io non mi ero ancora avvicinata alla sua camera, perché, non so perché, era il luogo apice del dolore. Ma bisognava pur scegliere i vestiti per Marco, non volevo rinunciare a quell’ultima volta. (…)Scegliamo la sua maglietta di Stand by me, con la foto della chiamata di Matteo, e la scritta del primo discorso di papa Benedetto: «Egli dona tutto e non toglie niente». Mi siedo sul letto di Marco, c’è mia mamma, Alice si siede di fronte: «Ma cosa c’è scritto sul muro?». Ci accorgiamo della scritta. So per certo che venerdì mattina non c’era perché avevo fatto per bene le pulizie. «Chi l’ha scritta? Non mi arrabbio, ma ditemi se qualcuno qui in casa l’ha scritta!». Lo chiedo per poter procedere con razionalità, so benissimo che è la calligrafia di Marco”.

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fedefocus testimonianze di vita e di fedegiovani
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