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Gianluca Firetti, un “santo della porta accanto”

Pixabay.com/Public Domain/ © Unsplash

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 02/04/16

L'esperienza di malattia e di fede di "Gian", raccontata da don Marco D'Agostino

Don Marco D’Agostino dopo aver scritto a quattro mani con Gianluca Firetti il libro “Spaccato in due, l’alfabeto di Gianluca”, nel quale è narrata l’esperienza di malattia e di fede di “Gian”, – giovane diciottenne che ha combattuto per due anni contro un sarcoma osseo – ad un anno dalla sua morte pubblica un nuovo testo: “Gianluca Firetti, Santo della porta accanto”.

Questo secondo libro racconta di come il giovane abbia fatto breccia nei cuori e nelle vite di tantissime persone, soprattutto dei giovani, attratti dal vero miracolo avvenuto nella vita di Gianluca – non la guarigione dalla malattia – ma il compimento della sua vita nell’amore dato e ricevuto, nella preghiera costante, nell’affidamento a Dio, e infine in unamorte santa, pacificata.

Tantissime mail e messaggi testimoniano come la vicenda di Gian abbia coinvolto mamme, papà, sacerdoti, anziani e giovanissimi – dall’Italia e dal mondo – che pur non avendolo incontrato, hanno raccolto “vita” da lui, lo hanno sentito fratello e amico in Cristo.

«Carissimo Gian, stavolta, davanti al “nostro libro” – lo chiamo ancora così con presunzione – non c’è la tua lettera, ma solamente la mia. E questa è una sofferenza. La sola di queste pagine. (…) Le pagine che ci stanno davanti raccontano ancora di te e di quanti, ormai non siamo più in grado di contarli, in te e con te, si sono riattivati grazie a una scintilla di fede e hanno attinto un briciolo di coraggio per la loro esistenza. In tutti la forza da te seminata attende che l’unico Seminatore faccia crescere il chicco deposto in ciascuno».

La storia di Gian narra la malattia e la sofferenza, ma al contempo la grazia straordinaria e la santa ordinarietà che ha vissuto. Quella santità di cui ha parlato Papa Francesco nell’angelus del primo novembre dello scorso anno, e che offre all’autore un’occasione preziosa per riflettere sui santi dei nostri giorni, “quei santi non canonizzati, che si sono sforzati di vivere il Vangelo nell’ordinarietà (…)forse ne abbiamo avuto qualcuno in famiglia, oppure tra gli amici e i conoscenti”.

«Quando Francesco scende nei particolari del suo discorso non posso non pensare

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crocemalattiapapa francescosan paolo edizionisantitatumore
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