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I cinque anni di vita di Michelino incredibili per la scienza

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Una mamma racconta la preziosa e fragile esistenza di suo figlio, nato al cielo pochi mesi fa

Oggi vi racconto la storia di una famiglia. Di Agnese, Antonio e Michelino, il loro bambino.
Quando ho ricevuto il messaggio di questa mamma di Catania desiderosa di farmi conoscere la vita fragile e preziosa di suo figlio mi sono sentita tanto grata. Abbiamo così bisogno di testimoni, è anche grazie a loro che riusciamo a non scoraggiarci, a procedere nei momenti di tentennamento, a scorgere nella nostra storia la mano potente di Dio.

Quindi ringrazio subito questa famiglia e soprattutto questa mamma per l’umiltà e la generosità.

Agnese è una mamma addolorata per la perdita di suo figlio, morto a febbraio scorso, ma non è una mamma disperata. Sa che il suo bambino è in cielo e crede che la sua vita santa, il suo dolore innocente, gli permettano di essere un potente intercessore dal paradiso.

Spesso quando le dicono che Michelino ora è un angelo lei prova un piccolo moto di fastidio, perché Michelino prima di tutto è stato un bambino, ha sofferto, ha provato dolore nella carne, ha dovuto rinunciare a tante cose a causa della sua malformazione. Idealizzarlo come fosse un’immaginetta è un errore, perché è attraverso la croce che c’è resurrezione e lui la croce l’ha vissuta e proprio lì ha potuto manifestarsi l’amore di Dio.

Al telefono Agnese ha una voce squillante e vivace, piena di vita, che si accende quando racconta di suo figlio. La immagino una donna ardente e piena di coraggio anche se lei mi confessa che questa forza non l’ha sempre contraddistinta, è una caratteristica che le ha regalato il Signore attraverso il sacramento del matrimonio e il dono della maternità:

“Prima del matrimonio sono sempre stata ingenua, a tratti debole. Il Signore mi ha cambiata, mi ha trasformata in una donna coraggiosa, forte! Io non ero così!”.

Raccontami allora di Michelino…

Michele, noi lo chiamiamo tutti Michelino, è salito da Gesù il 2 febbraio scorso, all’età di cinque anni. Io e mio marito Antonio siamo una coppia credente, attaccata ai sacramenti e alla preghiera, ma nonostante questo proviamo una profonda tristezza. Abbiamo la certezza del paradiso e della vita eterna, ma comunque il nostro dolore è grande: sentiamo tanto la mancanza di nostro figlio perché lo abbiamo amato fin dal primo momento.

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