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7 motivi per non avere paura della Confessione

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Catholic Link

Catholic Link - pubblicato il 28/06/17

3. È riconciliazione con nostro Padre

Le coppie lo sanno molto bene. Nella vita familiare è inevitabile che vi siano discussioni, che ci si sbagli e che di tanto in tanto ci si stanchi. Ma la cosa migliore delle discussioni è la riconciliazione. Tornare a conciliare (ri-conciliare), tornare ad uniri, rinnovare l’armonia dei cuori. Se è bello riconciliati con i fratelli, con i genitori, con gli amici… quanto più sarà bello riconciliarsi con il nostro Padre Celeste! A volte ci sembra distante, come se vivesse fisicamente nelle stelle o tra le nuvole, ma non è così. Egli ci è più vicino di chiunque altro, è nell’Eucaristia, si è fatto carne per vederci, toccarci, visitarci, parlare con noi, dirci che ci ama. Che grande gioia sente il cuore quando ci avviciniamo questa verità!




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“Ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione” (Romani 5:10-11).

4. È la salute dell’anima

Andiamo dal medico quando proviamo dolore, quando siamo malati, quando abbiamo bisogno di guarigione. Allo stesso modo ci rivolgiamo a Dio per guarire il nostro dolore e la nostra malattia, per cercare la cura dell’anima. L’uomo è fatto di corpo e anima: se curiamo il corpo, dobbiamo anche curare l’anima. È uno stato completo di salute. Forse è per questo che chiamiamo i sacerdoti “curati”, perché sono coloro che Dio ha istituito per portare la guarigione all’anima dei Suoi figli. Un corpo sano e un’anima sana portano pace e gioia costante. Potendo allontanare dolori e malattie, cosa aspettiamo a confessarci? Forse la paura delle punture è più forte del desiderio di guarire, ma dobbiamo superarla. La paura della confessione può essere anche più forte del desiderio di riconciliazione, ma dobbiamo affrontarla. La cosa migliore è che abbiamo l’aiuto dello Spirito Santo, che ci spinge ad avvicinarci al confessionale e a riceverne la medicina. Avvicinati al medico dell’anima, affinché tu possa guarire interiormente!




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Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Matteo 9:12-13).

5. È rivestirsi dell’ “Uomo nuovo”

Cioè cambiare vita, decidere di essere diversi, volgere lo sguardo alle cose del Cielo. È segno di conversione. È rinnovarsi completamente, essere un “io” migliore. L’uomo nuovo si lascia guidare dallo Spirito di Dio, è in spirito e verità. L’uomo nuovo non è schiavo delle passioni e del peccato come l’uomo vecchio, al contrario, è un uomo libero che vive la sua vita con la pace e la gioia del Signore. Penso che ogni cristiano dovrebbe vivere pienamente la propria vita, nella preghiera, nei sacramenti, nella vita quotidiana, nel lavoro. Che tutti gli aspetti della vita sono uniti e debbano essere guidati dallo Spirito Santo; questo significa rivestirsi dell’uomo nuovo. L’uomo nuovo per eccellenza è Gesù Cristo, ecco perché nella vita spirituale di parla di imitare Cristo, che “spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Filippesi 2:7) in tutto, eccetto il peccato.




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«Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni, e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza” (Colossesi 3:9,10,12).

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