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Quando Papa Luciani disse: “Può darsi che una prossima volta non ci sia”

papież Jan Paweł I

Anefo / Nationaal Archief / Wikimedia Commons / CC0 1.0

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 02/09/22

Profezia o casualità? Lo disse in merito alla benedizione che doveva fare a casa della nipote Amalia, poche settimane prima di essere trovato morto in Vaticano

La nipote Amalia e il nipote Gianni, ricordano uno zio «speciale», simpatico e  furbetto: è il ritratto di Papa Luciani, alias Giovanni Paolo I (Canale d’Agordo, Belluno 17 ottobre 1912 – Città del Vaticano, 28 settembre 1978), che sarà beatificato il 4 settembre 2022. 

Il Papa è morto nel 1978, dopo soli 33 giorni di pontificato. «Con i nipoti era uno zio speciale, uno di quelli che tutti desiderano avere». Ad affermarlo è Amalia Luciani che, rievocando alcuni ricordi personali, parla in un’intervista a Vatican News (2 settembre) dell’aspetto familiare di Giovanni Paolo I

“Non rimproverava mai nessuno”

«Quando tornava a casa – a Canale d’Agordo – non rimproverava mai nessuno, al limite aveva una faccia seria, preoccupata, ma poi il sorriso gli tornava sempre», aggiunge la figlia di Edoardo Luciani, fratello del Papa veneto.

In macchina con zio Albino

Era l’estate del 1978 quando incontrò lo zio per l’ultima volta prima della sua partenza per il Conclave. Le diede un passaggio in macchina da Canale d’Agordo a Belluno, dove lavorava e viveva in affitto. Nel corso del viaggio, l’allora Patriarca di Venezia chiese di potersi recare a benedire la sua casa. Ma, per motivi di tempo, lei gli rispose che sarebbe stato meglio farlo un’altra volta. «Può darsi che una prossima volta non ci sia», replicò quasi profeticamente il futuro Pontefice. 

«Mi chiese – prosegue a Vatican News Amalia Luciani – se avessi appeso un crocifisso in casa e, alla mia risposta affermativa, aggiunse che allora era come se lui fosse già venuto a benedirla».

Le marachelle con Edoardo

Un racconto, quello di Amalia Luciani, che si sofferma anche sulle storie di suo padre Edoardo, di cinque anni più giovane del Pontefice. «Loro due – dice – erano in sintonia, quasi come due amici che vogliono fare le marachelle insieme». 

JOHN PAUL 1ST

La caccia al tesoro e la pesca a premi

Viene da chiedere se Albino Luciani, già da bambino, mostrasse segni premonitori del suo futuro. «Tutt’altro», risponde sorridendo la signora Luciani, che racconta di quando i due fratelli giocavano con gli altri bambini di Canale e in particolare dell’episodio della caccia al tesoro che terminava con una pesca a premi. «Si estraeva un bigliettino e si vinceva un giocattolo fatto con una pigna o una matita, ma c’erano delle bambine che avevano il papà in America che mandava loro della cioccolata». 

La “furbata” di Albino

Quando fu il momento di estrarre il premio, il giovane Albino fece segno al fratello – che ancora non sapeva leggere – di estrarre un bigliettino in particolare, e lo stesso fece lui. Così entrambi vinsero due pezzi di cioccolato. «Mio padre – prosegue – gli domandò come avesse fatto». E lui svelò il trucco: «Aveva trovato il modo di scrivere il premio fuori dal bigliettino».

Secondo Amalia Luciani, in fondo, questo aneddoto testimonia come «tutti possano diventare Santi: basta volerlo e impegnarsi». 

La lettera durante il Conclave

Luciano Regolo, vicedirettore di Famiglia Cristiana, ha incontrato a Canale d’Agordo Gianni Luciani, nipote di Giovanni Paolo I nella casa natale del pontefice presto beato. «Un uomo affabile, ma non debole, autorevole nel suo ruolo – lo ricorda così il nipote Gianni -. Ma anche durante il Conclave, non di dimenticò di me e mia moglie in attesa di un bimbo, e ci scrisse una lettera».

Tags:
albino lucianibeatificazionegiovanni paolo inipoti
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