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La suora che trovò morto Papa Luciani: vi racconto la verità sul suo ultimo giorno

Public Domain
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Sul letto di morte «stringeva tra le mani tre fogli dattiloscritti. Di quelle pagine ricordo una citazione, il brano evangelico in cui si parla di mangioni e beoni…». Era il 28 settembre 1978

Ecco il racconto delle ultime ore di vita di Papa Luciani. E’ il 28 settembre 1978.

Suor Margherita Marin, 76 anni, delle suore di Maria Bambina, è l’unica sopravvissuta del gruppo di quattro suore – le altre erano Elena Maggi, Vincenza Taffarel e Cecilia Tomaselli – che si presero cura di Giovanni Paolo I nell’appartamento pontificio in Vaticano per 32 giorni, da fine agosto a fine settembre 1978. Tanto durò il suo brevissimo pontificato.

Quel giorno Suor Margherita era lì, con Albino Luciani. In un‘intervista a Vatican Insider (11 dicembre) rievoca dettagliatamente cosa accadde.

Tranquilla mattinata di lavoro

«Fu una giornata normale. Al mattino, in cappella, la messa era alle sette. Poi il Papa ha dato un’occhiata ai quotidiani e infine si è ritirato nel suo studio, perché doveva scrivere un documento per i vescovi. Ha trascorso il resto della mattinata lavorando alla sua scrivania. Poi c’è stato il pranzo…».

Il pranzo

Un pranzo normalissimo perché il papa non seguiva nessuna dieta. «Mangiava quello che mangiavano gli altri e che suor Cecilia preparava per tutti noi con la spesa che veniva portata in appartamento con l’ascensore alle 5.30 di mattina. Non faceva diete particolari».

Il libro

«Dopo il pranzo, c’è stato come sempre un breve momento di riposo. Poi durante il pomeriggio il Papa ha continuato a lavorare camminando per l’appartamento. Lo so perché io stavo nella stanza guardaroba e stiravo. Lo vedevo passare avanti e indietro, teneva un libro in mano e leggeva».

“Non perda troppo tempo”

«Poi a un certo punto si è fermato e si è appoggiato sul mio tavolo per scrivere qualcosa. Era sempre molto affabile con noi suore. Mi disse: “Suore, vi faccio lavorare tanto. Fa tanto caldo e io sudo… Non perda troppo tempo a stirare le camicie, basta soltanto il colletto e i polsi, perché il resto non si vede mica…”».

La buonanotte alle suore

Poi la sera ha recitato i vespri nella cappellina con i segretari.

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