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Sara Alessandrini: vi accompagno a trovare Maria nel cuore dell’Italia

SARA ALESSANDRINI

Sara Alessandrini

Annalisa Teggi - pubblicato il 01/07/22

Sara, travel blogger, con il suo nuovo libro ci porta a scoprire degli splendidi itinerari mariani disseminati, come oasi di ristoro e pace, nel nostro paese. Zaino in spalla e cuore allegro, la seguiamo?

Una travel blogger con l’anima

Scrive Tolkien in una lettera «anche una passeggiata serale può avere delle conseguenze importanti». Quando l’uomo cammina, non muove solo i piedi. Prende una decisione importante, quella di uscire di casa e andare fuori. Consapevole o meno, è un gesto che sposta il baricentro oltre il recinto dell’ego. Ecco perché può avere conseguenze importanti.

Sara Alessandrini è in cammino. Sono certa che approverà che la definisca così prima di citare il titolo tecnico che le spetta di merito, travel blogger. Le migliaia di persone che la apprezzano su Instagram e sul suo blog non seguono solo un’influencer che propone itinerari religioni, vedono una giovane donna in cammino dentro l’esperienza viva della fede.

Da pochi giorni è uscito il suo libro Un’altra strada(ed. Il Timone) in cui Sara ha scelto di raccontare 12 itinerari mariani nella nostra penisola. Sì, raccontare. Non è solo una guida per chi vuole percorrere questi sentieri di fede. A tema del cammino c’è il nostro bisogno di mettere in mano a Dio, attraverso Maria, tutta la matassa ingrabugliata della nostra anima.

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Sara si è messa in cammino, perché la vita le ha dato un brutto spintone.

Io ero proprio una di quelle a cui Dio non interessava e ora sono qui ad accompagnarvi a conoscere i santuari mariani. Quel Dio che ignoravo ha rivoluzionato la mia vita attraverso la vergine Maria.

[…] Cosa mi interessava? le discoteche, i bei vestiti e i ragazzi. In breve, la bella vita fatta di un’apparenza ingannevole. Poi è arrivata la mia occasione, o se preferite quella che noi romani definiamo “una cinquina in faccia”. Un bello schiaffo mi ha portata a chiedermi: perché si muore a vent’anni? Il mondo non mi dava risposte e continuava a offrirmi inutili palliativi, intanto io cercavo Dio e non lo sapevo.

Da Un’altra strada

Ginnastica mariana

Un’altra strada, bellissima citazione evangelica. Quel “Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”, potrebbe essere il riassunto di una vita intera. Siamo tutti in viaggio verso la casa che il Padre ci ha preparato, ma per arrivarci conviene metterci su una via altra, quella non prestabilita dai nostri progetti.

Maria è l’apoteosi dell’altra strada. Non sta mai ferma, si muove in anticipo. Quando l’Angelo le annuncia la gravidanza, Lei si mette in viaggio verso casa di Elisabetta. A Cana si muove per non far mancare il vino agli sposi. Gira finché non ritrova Gesù nel tempio. E poi gli sta dietro, passo dopo passo, lungo la Via Crucis.

Maria si muove, non è piantata su se stessa, perché in ogni istante appartiene all’Altro, al Dio di cui è figlia e madre. Potrebbe mai invitarci a stare fermi?

Le 12 proposte di cammini mariani scelti da Sara attraversano da Nord a Sud tutta l’Italia: Castelpetroso in Molise, Caravaggio in Lombardia, Monte Berico in Veneto e la Madonna del Pozzo in Puglia. Per citarne alcuni. Ogni itineraio ha come meta un santuario in cui la Madonna è apparsa, con la sua evidente premura di non lasciarci da soli quaggiù. Si muove ancora e verso di noi, Lei.

Tutti i nostri pellegrinaggi sono un incontro che Lei ha chiesto per prima. Ecco perché i ricordi dei momenti in cui si cammina verso Maria restano vividi nella memoria di molti.

Mi affido sempre alla gente del posto, così posso avere informazioni più valide e sincere di quelle che si trovano online. […] Così, nella hall dell’hotel, mentre gli ospiti entravano e uscivano dall’ampio portone di vetro e legno e la luce del giorno filtrava dai vetri smerigliati, Titta ha iniziato il suo racconto: “Il pellegrinaggio a Piné si faceva a piedi, in un giorno: si partiva a mezzanotte da Cavalese per arrivare l’indomani mattina. Durante il tragitto facevamo sempre una pausa pranzo con un bel panino e una lucanica … . Poi, nel 1948 mio fratello mi regalò una bicicletta, per noi era una cosa eccezionale possederne una. Iniziarono i pellegrinaggi in bicicletta, ma non senza difficoltà”.

Da Un’altra strada

Gente testarda, Maria più testarda

Mi sono dilungata su riflessioni umane e di fede, trascurando dettagli più tecnici. Però è proprio questo che mi ha entusiasmato nel libro di Sara: è utilissimo per chi vuole fare i pellegrinaggi proposti, ma è una lettura ottima anche per chi non la userà come mera guida turistica.

I viaggiatori con lo zaino in spalle, o l’auto in moto, troveranno nelle pagine del libro approfondimenti storici e artistici sui luoghi visitati, informazioni su orari e celebrazioni liturgirgiche, anche ottimi consigli culinari. Tutto l’indispensabile, e qualche cosa in più, per organizzare un bel pellegrinaggio.

Per ora io l’ho letto dalla poltrona di casa mia. E mi ha procurato anche una certa allegria, notando una cosa in particolare: quanto siano noiose le apparizioni mariane. All’origine dell’edificazione di ogni santuario proposto c’è la storia di un’apparizione di Maria. E tutte, dico tutte, hanno la stessa trama. Questo mi ha messo una strana allegria, confermandomi che Maria è proprio noiosa come lo può essere una mamma che non si stanca di dire ai suoi figli: “Prima di sederti a tavola, lavati le mani”.

Qual è dunque la trama simpatica che si ripete e si ripete? Maria appare, di solito non in una grande città, ma in piccoli paesi. Tendenzialmente appare a persone che vivono una vita semplice e invisibile. Di solito l’apparizione non viene accettata dalla gente del luogo. Sempre Maria insiste finché non l’ha vinta.

Una chicca a questo proposito è la storia delle apparizioni a Giulianova, in Abruzzo, dove oggi sorge il Santuario della Madonna dello Splendore.

Il 22 aprile 1557, su una collina fuori dalle mura di Giulianova, verso mezzogiorno un pio contadino stanco per aver raccolto legna da portare a casa andò a riposarsi all’ombra di un ulivo.
Bertolino, così si chiamava, ristorato dalla piacevole brezza marina, improvvisamente vide tra i rami dell’albero una luce abbagliante e, al centro, la Vergine Maria che gli disse: «Su Bertolino, levati e vanne tosto in Giulianova e spargi per tutto il paese la lieta novella che la Gran Madre di Dio qui ha scelto la sua dimora. Avvisa il clero che venga senza indugio alcuno con solenne processione a onorarmi e che qui, dove tu ora mi vedi, mi si costruisca un santuario».

Stordito per la grande emozione il contadino corse dal governatore per riferirgli il messaggio della Madonna. Il governatore non credette alle parole di Bertolino, anzi, lo cacciò in malo modo. Molto abbattuto, il povero contadino tornò a casa, ma il giorno seguente, si recò nuovamente all’ulivo con la speranza di rivedere la Vergine Maria. […] La Madonna era lì per rincuorarlo ed esortarlo a tornare dal governatore.
Anche la seconda volta, Bertolino non ebbe successo. Ritornò nel luogo a lui caro e la Vergine lo incitò con fermezza a insistere con il governatore. Questa volta alle ingiurie si aggiunsero le percosse, ma intervenne la Madonna liberandolo dalle mani del carnefice che rimase improvvisamente paralizzato e muto. Nella sala scese un silenzio assoluto: tutti compresero la verità delle parole di Bertolino e nel loro cuore chiesero perdono per le offese e le ingiurie al povero contadino.
Il governatore si affrettò a convocare il clero e il popolo per recarsi in processione nel luogo dell’Apparizione. Non appena la folla raggiunse la collina con l’albero d’ulivo la Vergine Maria apparve avvolta da una luce abbagliante.

Da Un’altra strada

Che dire? Siamo in ottime mani, le mani ottime di una Madre che vince le nostre testardaggini. E allora che paura abbiamo? Mettiamoci in viaggio.

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SARA ALESSANDRINI, LIBRO
Tags:
devozione marianasantuarivergine mariaviaggi
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