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Riesci a guardare senza paura ciò che ti fa soffrire?

PACE A VOI, GESU',

leolintang | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 20/04/22

Passiamo la vita cercando di fuggire da ciò che ci fa soffrire, mentre Gesù ci chiede di guardarlo in maniera diretta esorcizzando la paura che quelle ferite esercitano su di noi.

Vangelo di giovedì 21 aprile 2022

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?  Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.

(Luca 24,35-48)

L’incontro con la gioia può essere traumatico perché siamo talmente abituati a ciò che non va che quando qualcosa va, ci sembra strano come incrociare un fantasma.

«Pace a voi!»

È l’esperienza dei discepoli nel vangelo di oggi:

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. 

Non solo problemi, ma tanto bene e tanta grazia per noi

Lasciarsi evangelizzare dalla Pasqua significa cominciare a familiarizzare con le cose belle della vita. Non dobbiamo convincerci che siamo destinati solo ai problemi ma che c’è nella vita anche tanta bellezza, tanta grazia, tanto bene che è lì esattamente per noi.

Dopo aver detto «Pace a voi!» mostra ai discepoli mani e piedi

Gesù per convincere i suoi discepoli di questo lì invita a guardare le sue ferite:

«Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Guardare in faccia il dolore

Credo che dietro questo gesto ci sia qualcosa di rivoluzionario: guardare in faccia il nostro dolore. Passiamo la vita cercando di fuggire da ciò che ci fa soffrire, mentre Gesù ci chiede di guardarlo in maniera diretta esorcizzando la paura che quelle ferite esercitano su di noi.

La fede nella Pasqua

Si è liberi quando si riesce a guardare senza paura ciò che ci fa soffrire, e proprio per questo intravedere in quelle ferite una luce nascosta. La fede nella Pasqua è proprio fede in questa luce. 

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