Vai al contenuto principale

Giuda siamo anche noi. Ma non per sempre, se ci apriamo al Suo perdono

3 min di lettura
UOMO, VOLTO, LACRIME

Credito: jfkfoto.se|Shutterstock

Quanto è dura restare vicini al Signore in questa notte, quando tutti lo abbandonano e lo amareggiano con la loro incomprensione; e qualcuno arriva a tradirlo. Chiudersi alla Grazia è la sola vera condanna, non il male che possiamo fargli, nemmeno il più orribile.

Condividi su :

Vangelo di Martedì 12 Aprile, Settimana Santa

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.  

Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di', chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».  Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò».

E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto».  Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.
 Quand'egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui.  Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.  Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.

 Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».  Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

(Giovanni 13,21-33.36-38)

Gli occhi pieni di lacrime di Gesù ci ricordano che la sua testimonianza non è quella di un eroe solitario, senza paura e senza crisi che affronta la parte più decisiva della sua vita mostrando superpoteri ignoti agli umani.

Gesù è profondamente uomo. E la sua divinità è scandalosamente dentro proprio a un’umanità così pronunciata. Prima di ricevere sputi, insulti, frustrate, chiodi e morte, Gesù è ferito dai suoi, da coloro che più di tutti gli altri gli avevano dichiarato un bene e avevano promesso di stargli accanto sempre.

Importa poco sapere il nome del traditore, perché ognuno è Giuda in quella notte poiché anche scappare è un tradimento. “Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte»”.

Sappiamo però che la fatica che facciamo a stargli accanto non è per sempre. La vita cristiana è imparare un po’ alla volta a non scappare più, a non tradire, a non rinnegare.

C’è però una cosa che può impedire la Grazia ed è la decisione di chiudersi al perdono. Ci sarà una seconda possibilità per tutti loro, ma solo Giuda sarà fuori da questa possibilità perché non si lascia raggiungere dal perdono di Gesù.