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Così si manifestano l’odio del demonio e l’amore dell’angelo custode

BAD MAN,

Sjstudio6 | Shutterstock

don Marcello Stanzione - pubblicato il 12/01/22

I buoni Angeli, e di questo numero è l’Angelo custode, esercitano dunque un vero impero sui demoni privati di quest’alta perfezione

Noi siamo posti e viviamo tra l’amore e l’odio: tra l’amore dell’Angelo custode e l’odio del demonio. Incapace d’amore, il demonio è tutto odio. Quello che vuole è il nostro male, è la nostra perdita. 

Tenta di “rapire” gli uomini

Bandito dal Cielo, il diavolo lavora instancabilmente nel rapirlo agli uomini. Distoglierci da Dio, da quel Dio infinitamente buono ed infinitamente amabile la cui privazione gli è così sensibile e gli causa un supplizio ininterrotto, da renderci per sempre disgraziati, tale è il suo nero disegno. 

Dal peccato veniale a quello mortale 

Egli si sforza dunque di diminuire nelle nostre anime l’amore divino col peccato veniale e la tiepidezza, di distruggerlo poi col peccato mortale, e, dopo la caduta, chiudere i cuori alla speranza. Egli vuole, in una parola, trascinarci nella sua ribellione, e farci, come lui, odiare Dio per l’eternità.

DEVIL

Odio “ingegnoso”

L’odio dei demoni, attraverso un’infernale emulazione della carità divina, sa farsi tutto a tutti. Esso è estremamente ingegnoso, e tutti i mezzi gli sono buoni. La scienza di cui quest’odio dispone è, del resto, raddoppiata da una terribile esperienza. Ecco migliaia di anni che i demoni hanno a che fare con gli uomini. Essi conoscono a meraviglia tutte le risorse della natura umana ; e, se sono più abili di tutti i nostri fisiologisti e di tutti i nostri psicologi, essi sono anche più esperti di tutti i nostri moralisti o di tutti i nostri politici” (Charles Sauvé, S.-S., L’Angelo e l’uomo intimo, p. 108).

Potenza “spaventosa”

Uno noto monsignore, studioso di demonologia, così descrive la potenza dei demoni:

La loro naturale potenza è spaventosa. Essi possono scuotere i vostri spiriti, rimuovere in voi le immagini che custodite delle cose, far risaltare a proposito quelle che essi sanno più pericolose, poiché vedono che le preferite. Possono consegnarvi ai sogni, e, attraverso incantevoli vapori, calarvi disegni tenebrosi. Alle vostre minime emozioni, essi indovinano i vostri segreti pensieri. Scivolano come dei serpenti, si lanciano come dei leoni. Possono legarsi a voi come la vostra ombra, vi circondano, assediano tutti. L’aria ne è piena, come dice san Giovanni Crisostomo, e non è da lontano che scoccano le loro frecce. Essi sono là dove voi siete, e se pretendete recarvi altrove, essi vi sono prima di voi. Possono influire sulla vostra salute, e causarvi, lo attestano i due Testamenti, malattie reali, mortali. Possono tormentarvi in mille modi, ossessionarvi”. (Mons. Gay, Sermoni, 2, pp. 22-23).

L’angelo custode

L’odio e la potenza del demonio sono comunque inferiori all’amore ed alla potenza dell’Angelo custode. L’Angelo custode ci ama con un profondo amore. Ci ama più di quanto il demonio non possa odiarci, poiché l’odio del demonio non è che un odio naturale, e la carità del nostro Angelo tutelare è un’amicizia soprannaturale, divina.

Amore e obbedienza

Sicuramente il nostro buon Angelo si rallegra nell’obbedire alla volontà di Dio compiendo il suo ruolo di custode. Ma ciò che deve maggiormente toccarci è che l’amore che ci porta non l’attrae in misura minore dell’obbedienza. Quest’amore può essere paragonato a tutti gli amori creati: amore d’un padre, amore d’una madre, ecc. ecc.

La fonte dell’amore dell’angelo custode

L’Amore dell’Angelo custode ha la sua fonte nel Cuore stesso di Gesù Cristo, Cuore ardente d’amore per noi. Il nostro buon Angelo sa che il Figlio di Dio si è degnato di onorare la natura umana al punto da rivestirsene, e che ci ha ottenuto di divenir coeredi del regno celeste. Egli vede in noi i membri, i fratelli e gli amici di Cristo, e ci ama tanto più che Dio ci ama con un amore infinito.

La Regina

Se l’Angelo custode ci testimonia una vivissima dilezione, è anche per riguardo all’augusta Vergine Maria. Ella è la sua Regina: egli la riverisce, la benedice, e si compiace nel condividere i suoi sentimenti; e poiché ella è nostra Madre, e che Madre! Egli si associa con gioia al tenero amore che questa Madre incomparabile ha per tutti noi, suoi felici figli.

Un posto tra gli angeli 

Nell’ardore del suo amore, amore che non conosce né l’egoismo, né la gelosia, poiché è tutto puro e tutto celeste, il nostro buon Angelo tende con forza nel farci prender posto un giorno in mezzo agli Angeli. Sullo stesso rango foss’anche il più elevato, se compiacesse a Dio.

Le creature più vicine a Dio

A quest’amore, l’Angelo custode unisce una grande potenza, potenza più grande di quella del demonio.

Ogni potenza è originariamente in Dio; è a Lui che appartiene l’imperio universale su tutte le creature; ma queste partecipano al suo primato, alla sua autorità, secondo come lo accostano più o meno da vicino. Ora, le creature più vicine a Dio sono le più perfette, e in mezzo ai diversi gradi di perfezione, il più eminente è quello degli spiriti che godono della sua presenza in Cielo. 

L’angelo disertore

I buoni Angeli, e di questo numero è l’Angelo custode, esercitano dunque un vero impero sui demoni privati di quest’alta perfezione, e li governano a loro guisa. Tale è l’opinione di sant’Agostino: L’angelo disertore della vita e degradato da peccato, egli dice, è retto dallo spirito che è rimasto vivente, ragionevole, pio e giusto” (De Trin., lib. 3, c. 4).

San Tommaso e Lucifero

Il potere degli Angeli è tale, secondo san Tommaso, che l’ultimo tra di loro comanda allo stesso Lucifero, e si fa obbedire. La prova che dona è che la forza della divina giustizia, alla quale essi aderiscono, è superiore a quella di tutti gli spiriti infernali (I, q. 109, 4).

L’Apocalisse

Questo dominio dell’Angelo fedele sull’angelo prevaricatore è espresso in maniera pregnante nell’Apocalisse:

Io vidi, dice san Giovanni, discendere dal Cielo un Angelo, con la chiave dell’abisso ed una lunga catena in mano. Egli prese il dragone, ossia il demonio e l’incatenò. Poi, lo gettò nell’abisso, che rinchiuse e sigillò su di lui” (Ap. 20).

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