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Monito del Papa ai sacerdoti: nessuno può rifiutare i Sacramenti ai disabili

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Alessandra Tarantino | AP Photo

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 29/11/21

“La peggiore discriminazione è la mancanza di attenzione spirituale”, che “a volte si è manifestata nel diniego di accedere ai Sacramenti, sperimentato purtroppo da alcuni di voi”

«La peggiore discriminazione» per i disabili «è la mancanza di attenzione spirituale», ma guai a negargli i sacramenti. E’ il richiamo ai sacerdoti che Papa Francesco lancia nel suo Messaggio per la Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorrerà il prossimo 3 dicembre.

I disabili protagonisti del Cammino Sinodale

Papa Francesco vuole i disabili protagonisti del Cammino Sinodale. «Il Battesimo – premette – rende ognuno di noi membro a pieno di titolo della comunità ecclesiale e dona a ciascuno, senza esclusioni né discriminazioni, la possibilità di esclamare: “Io sono Chiesa!”. La Chiesa, infatti, è la vostra casa! Noi, tutti insieme, siamo Chiesa perché Gesù ha scelto di essere nostro amico. Essa – vogliamo impararlo sempre meglio nel processo sinodale che abbiamo intrapreso – “non è una comunità di perfetti. Ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore, bisognosi del suo perdono” (Catechesi, 13 aprile 2016)». 

Pertanto «in questo popolo, che avanza tra le vicende della storia guidato dalla Parola di Dio, “tutti sono protagonisti, nessuno può essere considerato semplice comparsa” (Ai fedeli di Roma, 18 settembre 2021). Per questo anche ognuno di voi è chiamato a portare il proprio contributo al percorso sinodale».

“Corpi estranei della società”

Il Papa prosegue lanciano un duro monito contro chi esclude i disabili, come “scarti”, dalla società. 

«Purtroppo, ancora oggi molti di voi “vengono trattati come corpi estranei della società. […] Sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare”. E “ci sono ancora molte cose che [vi impediscono] una cittadinanza piena” (Enc.Fratelli tutti, 98)». 

La discriminazione nei confronti dei disabili, ammonisce il pontefice, «è ancora troppo presente a vari livelli della vita sociale. Essa si nutre di pregiudizi, di ignoranza e di una cultura che fatica a comprendere il valore inestimabile di ogni persona. In particolare, considerare ancora la disabilità – che è il risultato dell’interazione tra le barriere sociali e i limiti di ciascuno – come se fosse una malattia, contribuisce a mantenere separate le vostre esistenze. E ad alimentare lo stigma nei vostri confronti».

“Il Magistero è molto chiaro in merito”

«Il Magistero è molto chiaro in merito – puntualizza Papa Francesco –. E, di recente, il Direttorio per la Catechesi ha affermato in maniera esplicita che “nessuno può rifiutare i Sacramenti alle persone con disabilità”».

Di fronte alle discriminazioni, «è proprio l’amicizia di Gesù, che tutti riceviamo come dono immeritato, che ci riscatta e ci permette di vivere le differenze come ricchezza. Egli, infatti, non ci chiama servi, donne e uomini dalla dignità dimezzata, ma amici: confidenti degni di conoscere tutto ciò che Egli ha ricevuto dal Padre (cfr Gv15,15)».

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