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L’esorcista mons. Michelini: l’angelo custode mi ha protetto dalle legioni di demoni

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Mistico ed esorcista dei nostri giorni, il sacerdote modenese fece anche una speciale richiesta al suo spirito celeste: “Proteggimi nell’ora della morte”

Monsignor Ottavio Michelini (14 agosto 1906 – 15 ottobre 1979), originario di Mirandola (Modena), era un prete della diocesi di Carpi , considerato un mistico. Nel 1975 iniziò a pubblicare libri riguardanti le sue particolari visioni.

Andato in pensione, ha trascorso gli ultimi anni del suo ministero sacerdotale come cappellano presso un’associazione di persone disabili. Era una parte vitale del nuovo Movimento Sacerdotale Mariano , fondato da don Gobbi nel 1973, che a sua volta riferiva locuzioni interne.

“Angelo mio custode, fammi sentire la tua presenza”

A partire dal 1975, e negli ultimi quattro anni di vita, ha affermato di aver ricevuto messaggi sotto forma di locuzioni interiori e visioni del Signore e della Madonna. I messaggi furono successivamente pubblicati in una serie di sei volumi intitolati “Confidenze di Gesù ad un sacerdote“. Anche con il suo angelo custode. Don Ottavio Michelini aveva un rapporto speciale, di piena fiducia e totale confidenza. Il 6 Aprile 1976 don Ottavio si rivolse a lui con queste parole:

“Avrei dovuto amarti di più. Provvedi tu, vigile custode e sentinella, a difendermi a proteggermi contro l’assalto dell’infernale nemico e delle sue legioni. Angelo mio custode, fammi sentire la realtà, benefica tua presenza, fammela sentire in vita ed in particolare modo nell’ora della morte. Ora, o amico dell’anima mia, se mi vuoi parlare, parlami. Con la Grazia Divina, mi accingo a presentarti tutta la mia attenzione”.

UMB-O/Shutterstock
Non diventeremo un angelo custode quando moriremoGli angeli sono una parte separata della creazione di Dio, e noi non diventeremo un essere completamente nuovo quando moriremo. Rimarremo umani, e se ci verrà concessa la Visione Beatifica saremo trasfigurati e riceveremo il nostro corpo risorto alla fine dei tempi.

Obbediscono e dipendono solo da Dio

Don Ottavio per la profonda umiltà era rispettoso nei confronti di Dio e dei Ministri celesti deputati alla nostra salvezza. Quando chiedeva aiuto all’angelo custode nelle varie necessità premetteva una frase molto significativa: “angelo mio custode chiedi il permesso al Signore Gesù di venirmi in aiuto per questa necessità”.

Infatti don Michelini  insegnava alle anime a lui  affidate che noi non abbiamo alcuna autorità verso questi Spiriti celesti. Loro obbidiscono e dipendono solo da Dio. Per cui non possiamo rivolgerci a loro con parole che sembrano un comando: angelo mio aiutami o fammi, ecc.

La liberazione di un’anima

Riguardo poi agli angeli cattivi o diavoli, il suo biografo padre Lorenzo Sirolli scrive a riguardo al ministero dell’esorcismo  praticato da mons. Michelini. Si possono inserire nella vita di don Ottavio oltre alle parole quei segni espressivi dell’amore e della potenza di Gesù a lui partecipata.

Sono a conoscenza di un annuncio della liberazione e la guarigione di indemoniati, in particolare la liberazione di un’anima, “A”, da una legione di demoni il 24 giugno 1979.

Gli esorcismi di don Ottavio

Don Ottavio compiva degli esorcismi pubblici: con l’autorizzazione dell’Ordinario del luogo, in cui avveniva il rito, e con le formule proposte dalla Chiesa. Diceva che nelle notti precedenti al giorno fissato per l’esorcismo sul posseduto, i demoni dell’esorcizzato lo disturbavano. Riteneva l’esorcizzare un’azione di profonda carità verso il prossimo per renderlo libero dal peccato e dall’influsso diabolico al fine di fargli riprendere vigore nell’itinerario spirituale e aprire il cuore ai doni del Salvatore.

A seconda delle varie necessità, don Ottavio esorcizzava privatamente o benediceva col santo Crocifisso con varie preghiere, in particolare quella suggeritagli da Gesù: “per i tre chiodi che tennero conflitto in croce Gesù, per le cinque piaghe da cui uscì il Suo Sangue preziosissimo, per le sette spade che trafissero il Cuore Immacolato di Maria SS.ma”.

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