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Le notti di Santa Teresina e quel pensiero fisso: “Gli angioletti voleranno con me?”

LISIEUX
Santa Teresina.
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Santa Teresa di Lisieux, da quando aveva cinque anni, ha iniziato un rapporto speciale con gli angeli custodi. Prima di addormentarsi faceva una richiesta speciale

Santa Teresina di Gesù è cresciuta in un ambiente familiare e sociale assai religioso, dove la presenza degli angeli era un presupposto abituale e un oggetto di devozione e fiducia personale.

Per esempio, in non poche delle sue memorie relazionate alla sua mamma, che è morta quando Teresina era una bambina di appena cinque anni, figurano gli angeli. Anche se si trattano di espressioni metaforiche, danno testimonianza alla sua devozione angelica fin dall’infanzia.

Sainte Therese de Lisieux
Public domain

La caduta dal letto

Nella “Storia di un’anima” cita lettere della sua mamma, dove parla di lei, comparandola agli angeli. Teresina è un “piccolo angelo”. È stata protetta dal suo angelo, quando è caduta dal letto ad appena diciotto mesi. Anche nel rituale serale, quando sua sorella Paola la conduceva al letto, parlava degli angeli. Sempre le domandava riguardo la protezione angelica:

“Buona sera, Papà, buona notte, dormi bene”. Era tutte le sere la stessa cosa. … Poi la mia piccola mamma mi prendeva in braccio e mi portava nel letto di Celina; allora dicevo: “Paolina, sono stata buona oggi?… Gli angioletti voleranno intorno a me?”.

E poi si forzava senza successo di immaginare questa presenza angelica per sentire conforto contro le minacce della notte oscura, perché ne aveva paura!

I “piccoli angeli”

Più tardi userà un tale vocabolario devozionale quando parla dei suoi piccoli fratelli che sono morti nell’infanzia. Li chiama i “piccoli angeli”. Tale espressione pietistica, ha per Teresa un contenuto teologico. I bambini innocenti che vanno al cielo sono simili agli angeli nella loro innocenza, e ricevono uno stato di gloria e di intimità con Gesù. Come gli angeli anche loro intercedono per noi.

ANGEL
Shutterstock | Danussa

“Verrò presto a gettar fiori”

Quando sua sorella Maria è entrata in Carmelo, Teresina si sentiva abbandonata, e prese il suo ricorso ai suoi quattro piccioli fratelli già nel Cielo. Scrisse:

Fu ai quattro angioletti che mi avevano preceduto lassù che mi rivolsi, … Parlai loro con semplicità infantile… La loro partenza per il Cielo non mi sembrava una buona ragione per dimenticarmi, anzi, poiché erano in grado di attingere ai tesori Divini, dovevano prendervi per me la pace e dimostrarmi così che in Cielo si sa ancora amare!… La risposta non si fece attendere: ben presto la pace venne ad inondare la mia anima con i suoi flutti deliziosi e capii che, se ero amata sulla terra, lo era anche in Cielo. Da quel momento, la mia devozione per i miei fratellini e sorelline crebbe, e mi piace intrattenermi spesso con loro, parlando loro delle tristezze dell’esilio. Inoltre, essendo così piccoli avranno una relazione speciale con Gesù, che si è fatto piccolo nell’Incarnazione, nell’Eucaristia.

Con loro, anzi in mezzo loro, Teresa vede il suo posto futuro nel cielo. Nel suo poema, Gettar Fiori, anela:

“In Cielo con gli angeli verrò presto a gettar fiori!”.

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