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La missione degli angeli custodi

Ombe d'une jeune fille marchant sur chemin
marina shin - Shutterstock
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Gli angeli custodi non ci sono stati posti accanto solo per proteggerci da incidenti o disastri fisici. La loro missione sulla Terra è molto più grande di quello che si immagina

La Chiesa ha sempre creduto all’esistenza dei santi angeli custodi, a partire dalla testimonianza delle Sacre Scritture. Nostro Signore, ad esempio, chiedendo di non scandalizzare i piccoli, ha detto che “i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” [1]. In un passo riferito negli Atti degli Apostoli, la comunità cristiana, che pregava per San Pietro mentre lui era in prigione, confuse la sua presenza con quella del suo angelo [2]. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che “ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita” [3].

Partendo da questa citazione di San Basilio Magno, è ben evidente che la missione degli angeli custodi è “condurre alla vita”, al Cielo, gli esseri umani. Pur già contemplando Dio faccia a faccia, hanno ricevuto sulla Terra la missione di portare gli uomini alla Patria Celeste. Il loro ufficio non è quindi una semplice “protezione fisica”, come se gli angeli esistessero solo per aiutare i bambini ad attraversare la strada. Si tratta di una missione eminentemente spirituale, il cui centro è la salvezza eterna delle anime, anche se per questo si deve passare per sofferenze, malattie o tragedie.

San Tommaso d’Aquino, chiedendosi se “gli angeli soffrono per i mali di coloro che custodiscono”, risponde:

“Gli angeli non provano dolore né dei peccati né delle pene degli uomini. Infatti la tristezza e il dolore, come dice S. Agostino, traggono origine solo da ciò che contraria la volontà. Ora, nel mondo non accade nulla che sia contrario alla volontà degli angeli e degli altri beati: poiché la loro volontà aderisce totalmente all’ordine della divina giustizia, e nel mondo avviene soltanto ciò che è conforme alla divina giustizia o è da essa tollerato.Quindi, parlando in senso assoluto, nulla si compie nel mondo che sia contrario alla volontà dei beati. Come infatti insegna il Filosofo [Ethic. 3, 1], si dice volontario in senso assoluto ciò che uno vuole in concreto, attese cioè tutte le circostanze particolari, anche se considerando la cosa in universale egli non la vorrebbe: il navigante, p. es., non vuole il gettito in mare della mercanzia se si considera la cosa in sé e astrattamente, ma lo vuole nell’imminenza di un grave pericolo di morte. Quindi, come osserva sempre Aristotele [ib.], untale atto è più volontario che involontario. Ora in modo analogo anche gli angeli, parlando in senso astratto e assoluto, non vogliono i peccati e le penedegli uomini; vogliono però che in ciò sia salvo l’ordine della giustizia divina,secondo il quale alcuni sono sottoposti alla pena, ed è permesso che pecchino” [4].

Gli angeli custodi, quindi, amano e lottano per la salvezza degli uomini, ispirandoli, illuminandoli e a volte compiendo miracoli e lottando contro i propri demoni. Visto che sono strumenti santi dotati di intelligenza e liberi, sono chiamati “ministri”, perché sono stati posti da Dio al nostro servizio.

San Giovanni Bosco, raccomandando l’invocazione dell’angelo custode nel momento della tentazione, diceva che “egli desidera aiutarvi più di quanto voi desiderate essere aiutati da lui”. Per questo, non dev’esserci alcuna difficoltà nel chiedere l’ausilio dei nostri santi angeli. Non abbiamo bisogno di convincerli, ma solo di aprirci alla loro azione.

Riferimenti:
1. Mt 18, 10
2. Cf. At 12, 6-15
3. Catechismo della Chiesa Cattolica, 336
4. Summa Theologiae, I, q. 113, a.

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