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La lettera di Francesco a Babbo Natale: mio fratello è autistico, portagli tu un regalo

Facebook - Angsa Bologna

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 19/12/19

Commovente la richiesta di un bambino bolognese: "Non sappiamo che regalino vuole, perché è autistico. Grazie Babbo, ti voglio non bene ma benissimo. Francesco per Luca"

«Caro Babbo Natale, puoi portare un regalino a mio fratello Luca? Visto che noi non sappiamo che regalino vuole, perché è autistico. Grazie Babbo, ti voglio non bene ma benissimo. Francesco per Luca».

La letterina scritta lo scorso Natale a penna su un foglio a righe preso da un quaderno della scuola, poi piegata in quattro e messa sotto la porta d’ingresso prima di andare a dormire.

I pomeriggi a Bologna

A firmarla è Francesco, che ora ha 9 anni ed è legato da un amore indissolubile con il fratellino Luca, 6 anni, autistico. Non sempre si capiscono, ma passano i pomeriggi a giocare insieme, a Bologna, sotto gli occhi attenti di papà, che quando ha visto quella lettera si è subito emozionato. Michele Ammendola fa un lavoro speciale, il cooperatore sociale. Nel quartiere Pilastro è l’anima di una pizzeria etica, con spazi pensati per i bimbi, inserita anche nella guida del Gambero Rosso (Corriere.it, 17 dicembre).




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“Bei gesti in epoca di fake news”

«In un’epoca di fake news – commenta Ammendola – è bello vedere che i bei gesti di vita quotidiana riescano ancora ad arrivare ai cuori». Babbo Natale, quest’anno, nel suo tragitto tornerà a Bologna, a casa di Francesco e del piccolo Luca. Farà tappa in soggiorno, nella notte, con delle richieste precise: al primo porterà alcuni videogiochi, al secondo degli strumenti musicali.

«Luca si diverte con la musica, si vede che gli piace molto», spiega papà Michele. E così la magia si ripeterà, un altro anno, con il ricordo di quella letterina: una dichiarazione d’amore di quando si è piccoli e tutto è più vero.

La diagnosi di autismo

«Chi è padre può capire la gioia di quando ho trovato quella lettera scritta da mio figlio – racconta papà Michele – Quando ho ricevuto la diagnosi di autismo di Luca non è stato facile, ci ho messo più di un anno a capire a cosa sarei andato incontro. Il legame dei miei due figli e le rassicurazioni che mi dà Francesco attraverso i suoi gesti e le sue parole mi commuovono ogni giorno».


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