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Conosci la storia dell'uovo di Pasqua?

EASTER, EGGS, NEST

BlueOrange Studio | Shutterstock

Stile di vita di una folle donna cattolica - pubblicato il 17/04/19

C'è un'antichissima tradizione che nel tempo andò a innestarsi nel messaggio cristiano di Resurrezione ...

Questa volta scrivo qualcosa anche riguardo l’uovo di Pasqua, il simbolo universale della rinascita!

In questo caso l’input è arrivato da Elena, adoro le mie folli amiche cattoliche che quando hanno sottomano notizie interessanti me le propongono cosi che possa fare il mio solito sproloquio.

Inizio con alcuni cenni variegati per poi passare alla parte cristiana.

Anticamente era collegato alla Fenice che, secondo la leggenda, prima di morire, preparava un nido a forma di uovo, su cui si adagiava, lasciandosi incenerire dal sole.

Sulle ceneri nasceva l’uovo dal quale poi riprendeva vita.

Secondo un’antica tradizione che risale ai Persiani, pare che si scambiassero uova di gallina all’arrivo della stagione primaverile per buon auspicio, successivamente questa tradizione venne acquisita anche dagli Egizi.




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L’usanza di regalarsi le uova più recentemente risale al medioevo in Germania, dove però le uova erano bollite e avvolte in foglie per far si che si colorassero; tra gli aristocratici invece era consuetudine farne fabbricare in oro o platino decorate.

Di ‘uova colorate’, dipinte con varie tinte vegetali , si parla in un documento della prima metà del XIII secolo, quando nelle contrade di Pescara, regnava l’ imperatore Federico II di Svevia. L’Autore del documento scrive che nel giorno di Sabato Santo il Monastero di Santa Maria di Cinquemiglia, tramite il suo Bajulo, mandava a ritirare presso gli abitanti dei Casali soggetti all’Abbazia “uova lesse et pinte “ ed ogni Casale era contraddistinto da un particolare colore, espediente questo che serviva come promemoria all’Abate per controllare l’avvenuto pagamento, da parte dei ‘villici’, delle prestazioni dovute al Convento.

EASTER EGGS
PIXABAY

Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Ai tempi, durante la Quaresima, le uova erano proibite e furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.


SALTO, RAGAZZO, MONTAGNA

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Le uova di cioccolato invece arrivano più tardi, si parla del 1700 su commissione di Luigi XIV che  aveva richiesto un uovo fatto con crema di cacao. Fu invece a Torino negli anni 20 che i maestri dell’arte del cioccolato inventarono il primo macchinario in grado di realizzarlo.

Nei paesi nordici, dei piccoli ovetti vengono utilizzati ancora oggi per addobbare “l’albero di Pasqua”, che a differenza di quello di Natale, è rappresentato da rami spogli di pesco, solitamente con colori chiari e colori pastello delicati, anche se il giallo è quello predominante.

Inoltre è usanza sia donarli che riceverli come messaggio di buon augurio e buona fortuna.

La sorpresa invece ha un’altra storia, pare sia originaria della Russia nel 1880, per la precisione nel 1883 quando ad un orafo venne commissionato dallo zar Alessandro III, un uovo in platino smaltato di bianco al cui interno c’era un altro uovo in oro, il quale conteneva altri doni (una riproduzione della corona imperiale e un pulcino dorato)…. un uovo matrioska! Quando l’uovo arrivò anche in Italia era già usanza farlo con la sorpresa all’interno.




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Passando alla tradizione cristiana, e prima ancora ebraica, possiamo dire che l’uovo era un simbolo già presente nella Pasqua ebraica perché la sua forma che non ha ne un inizio ne una fine, rappresenta il ciclo continuo della vita e della morte. E’ sia simbolo del lutto che della speranza.
Per noi cristiani diventa si’ simbolo di rinascita, ma quella di Cristo! Gesù esce dalla tomba esattamente come il pulcino esce dall’uovo.Leggenda narra.…. che la Maddalena per annunciare la resurrezione di Gesù all’imperatore Tiberio, gli consegnò un uovo dipinto di rosso (simbolo del sangue di Cristo).
FABIAN FUSCA
Instagram fabianfusca

Con il passare del tempo nacque la tradizione di portare le uova a benedire in Chiesa, cosa che ricordo benissimo da bambina. Dove vivo ora non so perché non lo facciano ma riesco lo stesso a farmi procurare uova benedette da mangiare la mattina di Pasqua.

Il sabato santo preparavamo un cesto con le uova di cioccolato e un cestino più piccolo con le uova di gallina dipinte da me e mio fratello, poi nel pomeriggio andavamo in Chiesa per la benedizione. La mattina di Pasqua come colazione mangiavamo l’uovo o sodo o al latte… che bei ricordi!




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Per colorare le uova utilizzavamo le classiche tempere, oggi griderebbero “sono tossicheeeee” per cui fate un po’ come preferite; esistono metodi di colorazione naturale con frutta, verdura, radici.

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