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La Civiltà Cattolica contro i populisti: diffondete false credenze sui migranti

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La storica rivista dei gesuiti contro islamofobia e criminalizzazione dei migranti. “Ecco le vere statistiche”. E lancia la stoccata al patto Salvini-Orban

I gesuiti si schierano contro le visioni false e tendenziose dei migranti, così come vengono ricostruite dai leader politici populisti. Stop a fake news, manipolazioni e percezioni sballate del fenomeno; stop a  fantomatici pericoli che proverrebbero dall’arrivo dei flussi migratori nel proprio Paese.

Lo spiega in un interessante articolo padre Giovanni Sale, scrittore de LaCiviltà Cattolica – le cui bozze vengono approvate dalla Segreteria di Stato della Santa Sede prima di andare in stampa – nell’ultimo numero della rivista, in uscita il 6 aprile.

«Uno spettro si aggira da anni in Europa – scrive il padre gesuita –  minacciandone la coesione politica, sociale e culturale: è la paura dell’immigrato, e di quello musulmano in particolare, abilmente manipolata da alcune narrazioni mediatiche. Infatti a volte, nelle nostre società, in quelle meno aperte e democratiche, il rifugiato è sentito non come colui che fugge dalla guerra e dalla violenza e che merita – come prevede la legge internazionale – protezione e accoglienza, bensì come un nemico che minaccia i nostri beni, la nostra tranquillità, la nostra cultura».

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Gli “agitatori populisti”

«L’ostilità verso l’immigrazione (…), ha certamente favorito – evidenzia padre Sale – l’avanzata dei movimenti e dei partiti populisti in tutta l’Europa. Ne sono una prova le recenti vicende politico-elettorali nazionali in Francia, in Germania, in Austria, in Gran Bretagna, in Italia, e in ultimo in Svezia. In tutti questi Paesi, già da tempo il tema dei migranti era stato trasformato da “agitatori populisti” in arma politica, sia per colpire l’establishment al potere (giudicato troppo debole nell’affrontare il fenomeno migratorio), sia per imporre, in materia d’immigrazione, una politica più restrittiva, volta a scoraggiarla».

@DR
Barcone in arrivo a Lampedua

Il patto “a metà” tra Salvini e Orban

In particolare La Civiltà Cattolica nota che il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ha stretto alleanza con il leader ungherese Viktor Orbán, «nel tentativo di creare un fronte comune europeo contro il regolamento di Dublino, di cui si sta da tempo discutendo la modifica. L’alleanza però appare sorprendente» perché, pur «accomunati dal desiderio di frenare l’immigrazione dai Paesi africani e del Medio Oriente e di bloccare le frontiere nazionali», sulla questione del regolamento di Dublino «le loro posizioni sono divergenti. L’Ungheria, infatti, è contraria a qualsiasi ricollocamento, mentre il Governo italiano vorrebbe che i ricollocamenti dei richiedenti asilo fossero obbligatori e automatici e che tutti gli Stati europei si facessero carico del problema dell’immigrazione».

MATTEO SALVINI
Miguel MEDINA / AFP
Lega Nord far right party leader Matteo Salvini holds a rosary during campaign rally on Piazza Duomo in Milan on February 24, 2018, a week ahead of the Italy's general election. / AFP PHOTO / Miguel MEDINA

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I veri numeri sui migranti

Lo scrittore gesuita sentenzia che uno dei pericoli maggiori e distorsivi sulle migrazioni, viene ormai dalla «percezione» del fenomeno e non dai numeri reali che lo contraddistinguono. «Studi e sondaggi recenti, in molti Paesi dell’Ue i nativi tendono a sovrastimare il numero degli immigrati, in particolare di quelli che arrivano dai Paesi musulmani, ammettendone il doppio di quelli realmente presenti. In Italia tale percezione è più alta che negli altri Stati dell’Unione. Per ogni immigrato “reale”, gli italiani ne “vedono” almeno tre. Infatti, nel nostro Paese il numero degli immigrati, secondo recenti statistiche, sarebbe il 7% della popolazione, ma gli italiani pensano che sia il 24,7%».

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False credenze

Molti in Italia pensano che la criminalità sia cresciuta in rapporto diretto con l’aumento dell’immigrazione, ma «il tasso di criminalità negli ultimi tempi è diminuito, e il numero degli immigrati detenuti nelle nostre carceri non è superiore a quello dei cittadini italiani».

Dalle statistiche “irreali” alle fobia dello straniero e le fake news sui migranti, il passo è davvero breve.

@DR
Migranti

Lo studio sui musulmani

Nell’articolo viene riportato anche uno studio condotto nel febbraio 2017 (all’indomani del Muslim Ban di Donald Trump) dall’istituto inglese Chatham House che si basava su un sondaggio svolto in 10 Paesi dell’Ue sul tema dell’immigrazione musulmana. Il 55% degli intervistati riteneva che si dovesse bloccare, il 20% negativamente, mentre il 25% si era astenuto. Le percentuali affermative più alte si sono registrate: in Polonia (71%), dove il numero degli immigrati musulmani è molto basso (0,1%); in Austria (65%), dove il 7,9% della popolazione è musulmana, sono presenti diversi movimenti xenofobi; e in Francia (61%), nazione che è stata duramente colpita negli ultimi anni dal terrorismo jihadista. L’Italia ha registrato la percentuale del 51%.

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Combattere con “leggi giuste”

Per uscire da questo «circolo vizioso», evidenzia il gesuita, «non resta che combattere la cultura che è alla base dell’islamofobia, il che può essere fatto in particolare chiamando in causa sia le istituzioni pubbliche – le quali hanno l’obbligo di promulgare leggi giuste, cioè capaci di tenere insieme i valori dell’accoglienza e quelli della sicurezza – sia la società civile».

Cosa deve fare la Chiesa

Anche la Chiesa «è chiamata a svolgere un ruolo importante per contrastare l’islamofobia sia con l’esempio e la testimonianza concreta – cioè istituendo ovunque centri di aiuto ai profughi e ai migranti in difficoltà – sia predicando il Vangelo sia condannando con forza la cultura della paura e del sospetto dello straniero».

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Cosa pensa realmente Papa Francesco

Sale chiarisce anche il pensiero di Papa Francesco che si è sempre detto favorevole ad un’immigrazione “costruttiva”.  Il «sacro» dovere dell’accoglienza implica sforzi e comprensione da entrambe le parti. E nella Giornata del Migrante, il Papa ha ricordato che «per i nuovi arrivati accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi del Paese in cui sono accolti».

PAPIEŻ FRANCISZEK
AFP pool /Associated Press/East News

Il Papa – scrive Andrea Riccardi, citato sempre da La Civiltà Cattolica – non è un «fondamentalista» dell’accoglienza a tutti i costi o «un fustigatore delle paure dell’uomo globale, esposto a un mondo senza più frontiere», ma auspica che le paure non condizionino le nostre scelte, alimentando l’odio e il rifiuto nei confronti di chi bussa alla nostra porta.

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