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Come possiamo saziarci l’un l’altro, se abbiamo la stessa fame?

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Amicizia e amore non possono essere il pasto ma la strada; non possono riempire vuoti ma accompagnarci alla sorgente, alla quale tutti come vasi ci facciamo riempire

Non si sta insieme per guarirsi, non si sceglie di condividere il sentiero per tenersi in piedi l’un l’altro. Questa è una vecchia metafora che piace tanto alla gente, ma non funziona affatto. Spesso non siamo in grado di stare in piedi noi stessi, figuriamoci di farci carico di qualcun altro. Stare insieme, amare una persona vuol dire camminarci insieme, prenderla per mano e accettare di vivere insieme un pezzo di strada o persino tutta quanta, con tutte le gioie e i dolori che questo comporta.

Un amico mi ha detto, quando ne avevo più bisogno:

Lo stare insieme non può essere la somma dei bisogni, perché nessuno è in grado di soddisfare quelli dell’altro.

Quanto aveva ragione. Quando pensiamo che l’altro debba sostenerci, colmare i nostri vuoti, ecco che ci si condanna l’un l’altro. Stare insieme è camminare insieme, non tappare buchi; condividere le cadute, non pretendere che ci vengano evitate.

Sembra un discorso astratto e apparentemente funziona molto meglio l’immagine di due che si tengono in piedi a vicenda; ma chiunque abbia provato qualcosa che vada oltre un mero affetto, sa che tra due persone, qualunque sia il loro rapporto, sta un muro insormontabile, invalicabile. Per quanto intimi si possa essere, ognuno è un mondo a sé, impenetrabile da alcuno. Nell’universo che è l’altro non si può entrare, punto. E dal momento che non ci si può entrare, l’unica cosa che si può fare, la cosa più profonda che si possa fare è mettercisi a fianco. Nel momento in cui si crede il contrario, cioè di poter scavalcare questa barriera o che l’altro possa, anzi debba scavalcarla per venirci a salvare, ecco che la caduta è rovinosa e inevitabile.

Il criterio dello stare insieme non può essere: “Può questa persona cucire le mie ferite? Può riempire il mio vuoto?”, ma bensì: “La mia strada può essere la stessa di questa persona? Il nostro destino è comune?“. Viaggiare insieme, non guarirsi.

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