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Cosa sei chiamato a fare oggi? Guida pratica per sperimentare la Provvidenza

BIMBO, NUOTARE, MANO
Shutterstock
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Se Dio mi è vicino, allora di cosa dovrò temere? Così da adulti ci si allena a mantenere lo sguardo bambino che si meraviglia della tenerezza presente di un Padre

di Alescanca

Sembra che tutti ne parlino, ma pochi sappiano cosa sia o l’abbiano veramente sperimentata fino in fondo. Allora senza nessuna presunzione di esaurire l’argomento, ecco quello che ho capito sulla mia pelle in tanti anni di affidamento alla Provvidenza divina e alla sua bontà. In due parole? Un viaggio meraviglioso!

Stamattina non vi volevo annoiare ma, mentre preparavo le merende dei bambini da portare a scuola dopo aver dormito dodici ore (non mi succedeva da quando avevo cinque anni!!!), ho pensato che tutto quello che avevo intorno, compresa la cucina sporca abbandonata della cena di ieri sera, era provvidenza. Questo non perché un giorno, a forza di preghiere e autoconvincimenti che Dio provvederà, tutto mi è cascato dal cielo, ma perché avevo davanti Francesco, frutto di un cammino forte e stravolgente di provvidenza; poi c’era Chiara, frutto di una grandissima provvidenza; e poi Maria e Samuele e non ne parliamo; poi il fatto di vivere in Basilicata (e chi l’avrebbe mai immaginato!) dopo tutti quegli anni in giro per l’Europa (e chi lo avrebbe mai immaginato!); e poi 5pani2pesci (e su questo non ho parole…) e poi tutto il resto. Insomma una vita sulla barca della provvidenza!

Volevo iniziare questo post scrivendo un esempio della mia vita in cui ho sperimentato la provvidenza, ma è impossibile sceglierne uno… ho l’impressione che tutto il cammino che sto facendo è una continua e costante provvidenza. Allora, siccome la faccenda è piuttosto lunga, ecco un piccolo indice per navigare questo post!

Se Dio esistesse davvero

Spesso mi capita di sentir parlare di provvidenza come l’evento magico che si manifesterà nel caso in cui davvero Dio è quello che dicono i preti. È quella cosa che, se davvero Dio esiste e mi vuole bene, allora succederà. È chiaro che di sicuro ci sarà una delusione, è garantito! Per me la provvidenza è esercizio quotidiano della fede che Dio mi ha donato. È il talento che il padrone prima di partire per il suo lungo viaggio mi ha consegnato perché portasse frutto. È un percorso pieno di passaggi e responsabilità non ovvie che scavano nella mia vita e nella mia personalissima relazione con Dio per farmi diventare prima donna e poi santa… cioè felice da Dio!

E qui mi potresti dire: “Ma no Ale! Che visione particolare che hai… la Provvidenza sono le polpette che cadono dal cielo, no?” Che delusione il silenzio di Dio! Che amarezza aspettare che le cose cambino ed invece vedere che tutto va per il verso sbagliato, che i miei progetti mai si realizzano. Gesù quando parla della Provvidenza, dice:

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. (Mt 6, 33)

Questo lo dice, subito dopo aver elogiato i gigli del campo e spiega la dinamica fondamentale della Provvidenza: cercate prima il regno di Dio. Cioè prima —prima della pagnotta, prima delle cose buone e belle, prima di quello che desidero— prima di tutto, cerca il regno di Dio, e tutto il resto ne sarà una conseguenza. Il regno di Dio, cioè la Sua Volontà su di te, la massima bellezza e la Sua Giustizia (per me la giustizia più grande è riuscire ad accettare il Suo Amore gratuito) questa è la strada che spalanca la Provvidenza, allora farò esperienza della paternità di Dio e non mi mancherà più nulla.
In altre parole Provvidenza vuol dire: costringere Dio a prendersi cura di te, mentre tu ti occupi delle cose del Padre tuo.

Quante volte abbiamo sperimentato questa dinamica di Dio, folle per noi! La radice fondamentale per vivere questa esperienza è pensare bene di Dio, di un Dio che si prende cura di te e che ha preparato per te qualcosa di bello e buono per la tua vita anche quando la situazione esterna è folle e precaria.

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